La raccolta delle Sale di Consultazione

di Vincenzo Iorio

Le Sale di Consultazione
Le Sale di Consultazione

Nel 1908 il «Bollettino delle pubblicazioni italiane» annunciava la costituzione nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze di una sala di studio e di consultazione riservata ad un pubblico di studiosi. La sala, allestita in un ampio locale della vecchia sede agli Uffizi, adiacente al salone Magliabechiano, era dotata di una raccolta di opere di consultazione divisa in 15 classi distribuite tra antisala, sala riservata e ballatoio. Le sezioni o classi erano elencate dal «Bollettino» nel seguente ordine: Dizionari; Biografia; Filosofia e Teologia; Geografia; Scienze giuridico-sociali; Belle arti; Letterature antiche; Letteratura italiana; Letterature moderne straniere; Storia; Sezione Toscana; Fonti storiche; Scienze fisiche, matematiche e naturali; Medicina; Tecnologia (BOLLETTINO 1908, p. XIV). Le prime sei sezioni erano disposte nell’antisala; nella parte inferiore della sala riservata le materie letterarie, Storia e la Sezione Toscana; sul ballatoio le Fonti storiche. E’ interessante notare, nelle foto dell’epoca, che la raccolta trovò sistemazione nelle scaffalature in noce disegnate da Diacinto Marmi per la libreria medicea di Palazzo Pitti, che erano pervenute nel 1771 alla biblioteca Magliabechiana, insieme a gran parte delle collezioni librarie medicee e lorenesi, su disposizione del Granduca Pietro Leopoldo (ARDUINI 1994, p. 91-92; MANNELLI GOGGIOLI 1995, p. 136-138; FUDA 1997, p. 42). Alle sezioni sopra elencate si aggiunse nel 1911 quella di Bibliografia generale collocata nella sala di lettura dei manoscritti (BOLLETTINO 1911, p. VIII).
Si formava in tal modo il primo assetto di una raccolta di opere di consultazione di circa 12.000 volumi ordinata in classi, secondo uno schema di divisione, che era stato in buona parte impostato nel 1908, ma che si completava e definiva qualche anno più tardi. Si riporta qui seguito lo schema di classificazione apparso nel «Bollettino» del marzo 1915 (BOLLETTINO 1915, p. X).

1. Bibliografia generale. Cataloghi di manoscritti di biblioteche nazionali ed estere, per ordine alfabetico di paesi e città (1-218). Repertori bibliografici universali; repertori di incunaboli (219-268); bibliografie nazionali, retrospettive e correnti, per ordine alfabetico di stati o nazioni (269-336); repertori di specialità bibliografiche come stampa periodica, tesi universitarie, anonimi e pseudonimi, ecc. (337-400). Manuali di biblioteconomia, sistemi di classificazione e norme di catalogazione; commercio librario, libri proibiti (401-500). Paleografia e riproduzioni di manoscritti; arte tipografica, sue origini e storia nei vari paesi; facsimili tipografici, storia della tecnica tipografica, della carta, delle filigrane, delle marche tipografiche; ornamentazione del libro e rilegatura (501-850). Storia, statistica e cataloghi di biblioteche, italiane ed estere, per ordine alfabetico (851-1100).

2. Dizionari. Italiani: lingua e dialetti (1-15, 28-59). Lingue classiche e lingue romanze (14-24, 60-83). Altre lingue d’Europa (25-27, 84-89) e d’Oriente (100-124).

3. Biografia generale. Dizionari biografici universali e di paesi stranieri (1-18). Biografie
italiane generali e regionali (19-58).

4. Filosofia, Teologia. Dizionari e repertori di filosofia, di pedagogia (1-15), di scienza
delle religioni (16-43).

5. Geografia. Atlanti (1-6). Toponomastica, geografia descrittiva; storia della geografia;
guide (7-44). Geografia d’Italia (45-75).

6. Scienze giuridico-sociali. Enciclopedia; diritto italiano (1-35). Scienze economiche-
sociali (36-72).

7. Belle arti. Bibliografia, biografia generale, storia generale dell’arte (4-10, 15-34). Arte
italiana; biografie generali e regionali degli artisti (1-3, 35-72). Arti minori e applicate
(11-14, 75-96). Musica (97-131).

8. Letterature antiche. Orientali (1-15) e classiche (16-62).

9. Letteratura italiana. Bibliografia, storia generale (1-41). Biografie regionali degli
scrittori (42-100). Storia dei generi e delle tradizioni letterarie (101-155). Letteratura
dantesca; biobibliografia relativa ad altri scrittori e periodi principali (156-226).

10. Letterature moderne straniere. Bibliografia; storie generali. Letteratura medievale
(1-25). Letterature romanze (26-67) e di altri paesi d’Europa (68-95).

11. Storia. Bibliografia, cronologia, storia universale. Evo classico (1-66). Evo medio e
storia della Chiesa (67-111). Storia generale e regionale d’Italia (112-288). Storia di
altri paesi (289-361).

12. Sezione Toscana. Bibliografia e storia generale (1-42). Firenze: cronache antiche e
monografie storiche particolari; storia ecclesiastica, genealogia, storia economica, storia
del costume (43-169); storia degli edifizi e monografie artistiche (170-241). Monografie
storiche sulle altri parti della Toscana (242-343).

13. Fonti storiche. Alcune delle principali raccolte di documenti per la storia generale, per
la storia d’Italia e di testi letterari greco-latini, classici e medievali, e italiani (1-369).

14. Scienze fisico-matematiche e naturali. (1-55).

15. Medicina. (1-30).

16. Tecnologia. (1-47).

La classificazione per materie configurava, come ben si evidenzia, una struttura in cui ogni sezione presentava suddivisioni, sviluppate in una serie numerica più o meno ampia, la cui sequenza rispondeva ad un ordine di carattere disciplinare, geografico, cronologico o formale (DEL BONO, 20072, p. 1014). Ma l’ordinamento dello schema di divisione seguiva sostanzialmente, come si è sopra descritto, la disposizione fisica delle sezioni, collocate secondo le rispettive esigenze di spazio. A queste sezioni così ordinate e distribuite bisogna aggiungere le Enciclopedie a disposizione del pubblico nella stanza dei cataloghi e nel salone di lettura.
La raccolta di opere di consultazione che si era formata nelle 16 classi sopra elencate era stata dotata, inoltre, di un proprio catalogo per autori e per soggetti (BOLLETTINO 1915, p. X). Le schede manoscritte ancora oggi presenti nel catalogo dizionario delle sale documentano difatti l’inizio di una pratica di soggettazione relativa alle opere di consultazione, che verrà estesa a partire dal 1925 a tutte pubblicazioni descritte dal «Bollettino», con un Indice alfabetico dei soggetti e che porterà alla formazione del catalogo generale a schede per soggetto.
Tornando allo schema di classificazione definito nel 1915 è interessante osservare che questo impianto è rimasto sostanzialmente invariato nel tempo, per quanto attiene alle partizioni delle classi elencate. Tuttavia alcune suddivisioni delineavano in prospettiva una maggiore articolazione dell’apparato. Ed è certamente significativa l’aggiunta (rispetto allo schema del 1908) introdotta nella sezione Fonti storiche di “testi letterari greco-latini, classici e medievali, e italiani”.
Questa modifica segnerà, come si vedrà più avanti, un importante passaggio nell’evoluzione successiva della raccolta.
Il trasferimento dagli Uffizi alla nuova sede nel 1935 rappresentò un momento di forte incremento dell’apparato, nonché l’occasione per la sua riorganizzazione bibliografica. L’allestimento delle nuove sale di consultazione fu preceduto da un lungo lavoro di revisione finalizzato a completare le opere rimaste interrotte e da un’intensa attività di ricerca bibliografica allo scopo di arricchire l’intera raccolta con opere nuove, soprattutto straniere (LE BIBLIOTECHE D’ITALIA 1942, p. 99-101). A condurre l’opera di preparazione, di rinnovamento, di adeguamento della raccolta per la nuova sede furono i bibliotecari Eugenio Rossi e Adele Mondolfi, che predisposero, sotto la direzione di Domenico Fava, un’organizzazione dell’apparato bibliografico certamente più funzionale alle esigenze degli studiosi. A seguito di tale aggiornamento i volumi delle sale passavano da 18.726 (consistenza registrata dalla ricognizione effettuata alla vigilia del trasloco) a circa 25.000.
Per la nuova Consultazione furono scelte quattro sale comunicanti del primo piano arredate con scaffalature in legno e fornite di ballatoi. Nella disposizione della raccolta si seguì un criterio teso a raggruppare e collocare le sezioni più consultate nella parte inferiore di ciascuna sala, sui ballatoi tutte le altre. La sala più ampia venne destinata alle discipline storiche e letterarie, la successiva alle materie artistiche e alla Sezione Toscana, cui seguiva la sala riservata alla lettura dei manoscritti con la Bibliografia generale; nella quarta, sovrastante il vestibolo, si sistemarono le sezioni scientifiche FAVA 19352, p. 442-443; FAVA 19371, p. 62; VAGO 1941, p. 34-35).
La riorganizzazione dell’apparato si concretizzò con la costituzione di altre sezioni: oltre a quella di Enciclopedie si formarono, per sdoppiamento, le sezioni di Giurisprudenza e Scienze sociali, nonché quelle di Scienze fisiche-matematiche e Scienze naturali; le partizioni relative ai “testi letterari” incluse nelle Fonti storiche, diventavano sezioni separate di Testi greci e latini, Testi ecclesiastici e Testi italiani.
Ai primi anni ‘40 risale, invece, la costituzione di Indici periodici, che si formava raccogliendo in una propria sezione gli indici delle riviste precedentemente collocati nei rispettivi ambiti disciplinari. Si dava così visibilità bibliografica a una tipologia di pubblicazioni rappresentativa della letteratura periodica italiana, e in parte straniera, che conferiva all’apparato maggiore completezza di fonti bibliografiche.
Alcuni anni dopo l’inaugurazione della nuova sede, le quattro sale risultarono insufficienti di fronte alla crescita delle sezioni, in particolare quella di Bibliografia. Si impose, quindi, subito dopo la guerra, una soluzione – lo spostamento di Bibliografia generale nell’attuale sala di lettura dei manoscritti – che ricreava la separazione, già esistente agli Uffizi, di questa sezione dalle altre (DIECI ANNI 1957, p. 70-71). Questa operazione consentì, nei decenni successivi, l’immissione nella raccolta delle Sale di una crescente quantità di repertori bibliografici e strumenti di ricerca, ma che ripropose, verso la fine degli anni ’60, gli annosi problemi di insufficienza di spazio.
La riorganizzazione degli uffici e dei servizi attuata in Biblioteca tra la fine di questi anni e i primi anni ‘70 portò, a seguito del trasferimento al piano terra dell’ufficio di Direzione, che fino ad allora aveva diviso la sala di lettura dei manoscritti dalle altre sale, ad un ulteriore ampliamento degli spazi della Consultazione con la conseguente formazione di un’unica struttura con otto sale comunicanti. Ciò rese possibile una organizzazione bibliografica che accorpava nelle prime stanze le sezioni a carattere generale (Bibliografia, Biografie, Enciclopedie) seguite, nelle sale successive, da quelle disciplinari o pluridisciplinari. L’istituzione nel 1969 della Sala Musica, il cui apparato bibliografico si formò dall’originario nucleo della suddivisione Musica interna alla sezione Belle arti, completava e definiva l’assetto attuale della raccolta, che oggi, con oltre 60.000 volumi, costituisce una concentrazione di fonti bibliografiche, documentarie e informative indispensabile allo sviluppo della ricerca.
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Bibliografia
ARDUINI 1994
FRANCA ARDUINI, Documenti per una storia della Biblioteca Palatina Lorenese: cataloghi e segni di appartenenza, in Il linguaggio della biblioteca. Studi in onore di Diego Maltese, I, Firenze, Regione Toscana, 1994, pp. 89-116.

BIBLIOTECHE D’ITALIA 1942
Le biblioteche d’Italia dal 1932-X al 1940-XVIII. Presentazione di Edoardo Scardamaglia, Roma, F.lli Palombi , 1942.

DEL BONO 2007²
GIANNA DEL BONO, Per la storia del sistema delle collocazioni nella BNCF, in Una mente colorata. Studi in onore di Attilio Mauro Caproni per i suoi 65 anni, promossi, raccolti e ordinati da Piero Innocenti, curati da Cristina Cavallario, Roma, Il libro e le letterature; Manziana, Vecchiarelli, 2007, pp. 997-1017.

DIECI ANNI 1957
Dieci anni di vita delle biblioteche italiane. Le biblioteche di Stato, Roma, F.lli Palombi , 1957.

FAVA 19352
DOMENICO FAVA, La Biblioteca nazionale centrale di Firenze dalla vecchia alla nuova sede, «Accademie e biblioteche d’Italia», 1935, n. 3-4, p. 419-447.

FAVA 1937¹
DOMENICO FAVA, Il trasporto e la sistemazione della Biblioteca nazionale di Firenze nella nuova sede: luglio-ottobre 1935. Relazione a S. E. il Ministro della educazione nazionale del dott. Domenico Fava. Firenze, Tip. Il Cenacolo, 1936; 2. edizione, Firenze, 1937.

FUDA 1997
ROBERTO FUDA, La Biblioteca Palatina in La Corte in Archivio. Apparati, cultura, arte e spettacoli alla Corte lorenese in Toscana, Firenze-Livorno, Sillabe, 1998, pp. 41-48.

MANNELLI GOGGIOLI 1995
MARIA MANNELLI GOGGIOLI, La Biblioteca Palatina mediceo lotaringia ed il suo catalogo, «Culture del testo», I , 1995, 3, pp. 135-159.

VAGO 1941
AMALIA VAGO, La sala di consultazione, Milano, A. Mondadori, 1941.