Le pubblicazioni minori

di Chiara Pestelli e  Franca Trinci

Catalogo illustrato del 1877 della ditta Giuseppe Sander & C
Catalogo illustrato del 1877 della ditta Giuseppe Sander & C
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Il fenomeno delle pubblicazioni minori è sempre esistito. Ma la produzione e diffusione di questo tipo di “letteratura” aumentano con l’evoluzione delle tecniche di stampa e s’intensificano nel secolo XIX con lo sviluppo dell’industria tipografica e editoriale. Specialmente le tecniche di riproduzione delle immagini – dalla litografia ai procedimenti fotografici, a quelli offset – arricchiscono con figure le “pubblicazioni minori” ed “effimere” prodotte per veicolare notizie informali: dalle informazioni pubblicitarie sui prodotti commerciali alle notizie sugli spettacoli; dalla propaganda politica alla normativa delle organizzazioni; dalle relazioni tecniche o scientifiche ai fogli volanti; dagli almanacchi ai libretti devozionali con canti e salmi.
In particolare, con la definizione “pubblicazioni minori” ci si riferisce a quei documenti stampati e fatti circolare dalle tipografie per annunciare eventi o attività (per esempio uno spettacolo o una campagna pubblicitaria); una documentazione che riporta notizie e informazioni grezze o di livello primario e che spesso ha un uso limitato nel tempo. Infatti, una sua caratteristica è quella d’essere documentazione “effimera” esaurendo il suo valore informativo con l’esaurirsi dell’evento cui si riferisce, salvo acquistare, poi, con il passare del tempo, un importante valore storico.
Fin dal 1869, quando la Biblioteca fu incaricata di ricevere il “deposito legale” da tutto il territorio nazionale, acquisendo una copia di qualsiasi pubblicazione fosse edita o stampata in Italia, iniziò ad emergere il problema di come gestire un flusso crescente di opuscoli amministrativi, circolari, programmi di spettacolo, agende, annunci commerciali, matrimoniali, necrologi ecc. (SARDELLI 1983). Insomma, un materiale ‘minore’, con caratteristiche non propriamente librarie, che le tipografie producevano ed inviavano tramite le Prefetture alla Biblioteca nazionale di Firenze da ogni località d’Italia.
Nonostante vari tentativi di assimilare queste pubblicazioni alla procedura di catalogazione corrente (tant’è che ne troviamo traccia un po’ in tutte le raccolte della Biblioteca), apparve subito chiaro che non era ragionevole trattarle con gli stessi criteri adottati per le pubblicazioni “maggiori”. Si deve così a Desiderio Chilovi, direttore della Biblioteca tra il 1885 e il 1905, al quale non sfuggì l’importanza che questo materiale avrebbe avuto per i futuri studiosi come fonte primaria di notizie, il progetto di creare un sistema di classificazione per “gruppi”, tale da consentire, senza catalogazione, l’individuazione e la consultazione delle “pubblicazioni minori”.
Si è così venuto a formare un fondo di “pubblicazioni minori” classificate in base alle loro caratteristiche, formali e di utilizzazione, in “gruppi” o “insiemi” e raccolte in settori (SARDELLI 1988). l settore più significativo è quello delle pubblicazioni relative all’organizzazione di enti, società ed associazioni, classificate in base alla loro tipologia: società industriali e commerciali, associazioni professionali, istituti di credito e di assicurazione, compagnie di trasporti, enti di assistenza e previdenza, ospedali, sindacati, associazioni politiche, culturali, scientifiche, artistiche, ricreative e sportive, istituti di istruzione, collegi, accademie, biblioteche, archivi ecc.

Loren in una casa di mode. Fotografia non pubblicata dell’Archivio de Il Mondo.
Loren in una casa di mode. Fotografia non pubblicata dell’Archivio de Il Mondo.

Vi si trovano pubblicazioni emesse in occasione di eventi legati alla loro ordinaria attività – incontri, feste, spettacoli, competizioni elettorali – ma anche relative ad eventi eccezionali o drammatici quali guerre e terremoti. Durante gli anni del fascismo le pubblicazioni raccolte sono quelle delle attività tollerate dal regime e in particolare prodotte dalle strutture che garantiranno la capillare occupazione dello Stato. Nel Secondo dopoguerra il fondo torna ad essere l’espressione di una società democratica, in cerca di un rinnovamento culturale, politico e sociale che si manifesta con le pubblicazioni che documentano la vita delle nuove aggregazioni democratiche: partiti, sindacati, imprese, associazioni ecc.
Nell’ottobre del 1968, quando furono gettate le basi del Settore Materiali Speciali, la fruizione del fondo delle “pubblicazioni minori” entrò a fare parte degli obiettivi individuati per offrire, con servizi più moderni ed efficaci, la disponibilità di un patrimonio culturale che meritava di essere valorizzato.

 Carabinieri sul Ponte Vecchio a Firenze. Fotografia pubblicate dell'archivio de Il Mondo.
Carabinieri sul Ponte Vecchio a Firenze. Fotografia pubblicate dell’archivio de Il Mondo.

Oggi scandagliare le raccolte del fondo storico delle “pubblicazioni minori” (1870-2007), permette di fare ricerche spesso ricche di sorprese per gli storici, gli studenti e gli operatori culturali. Le pubblicazioni rintracciate sono quasi sempre complementari a un organico lavoro di ricerca e spesso risultano le uniche testimonianze di una quotidianità altrimenti dispersa. Questi documenti a stampa, se riportati alla luce – magari sfruttando le nuove tecnologie per la digitalizzazione –, potrebbero contribuire al recupero della memoria storica dell’Italia contemporanea. Ciascuna delle raccolte tematiche del fondo ha un suo ordinamento che, fedele all’impianto originale, documenta l’evoluzione della società italiana dall’Unità d’Italia fino al 2007, anno in cui per mancanza di risorse è stata sospesa la catalogazione e classificazione delle “pubblicazioni minori” che, ci auguriamo, possa riprendere quanto prima.
Al Fondo pubblicazioni minori si affianca in Biblioteca l’importante Fondo composto dalle fotografie dell’Archivio de “Il Mondo” di Mario Pannunzio, donate alla BNCF.

Bibliografia

SARDELLI 1983
ALESSANDRO SARDELLI, Documenti storici minori nella Biblioteca nazionale centrale di Firenze, «Accademie e biblioteche d’Italia», 1983, n. 3, pp. pp. 209-221.

SARDELLI 1988
ALESSANDRO SARDELLI, Guida all’archivio delle fonti minori della Biblioteca nazionale centrale di Firenze, «Società e storia», 1988, n. 41, pp. 727-743.