Incisioni e libri d’artista in BNCF: le raccolte del Gabinetto stampe

di Artemisia Calcagni e  Lucia Chimirri

Cinquant’anni fa, nell’anno del primo centenario dell’Unità d’Italia, Fabia Borroni in Le stampe della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (BORRONI 1961) descriveva il suo lavoro di catalogazione delle stampe. Proveniente dalla Biblioteca Marucelliana, Fabia Borroni era passata alla Nazionale il 16 marzo 1958, avendo all’attivo studi specialistici sull’incisione ed era stata incaricata dal direttore Alberto Giraldi di avviare la schedatura delle stampe al fine di formare un catalogo speciale che allineasse la Nazionale alle principali biblioteche europee. Il lavoro procedette in maniera spedita se nell’articolo citato l’autrice segnalava come già descritte le circa quattromila stampe sciolte del fondo Palatino cartella, cui seguirono gli spogli delle serie legate in volume dei fondi storici, Magliabechiano e Palatino e quindi dei fondi Cappugi, Rossi Cassigoli, Olschki, Landau-Finaly.
La catalogazione era articolata in tre schede: per incisori, per artisti e per soggetto, con schede di rinvio per editori, stampatori e calcografi, ancora consultabili nel catalogo cartaceo della Sala dei cataloghi. Il lavoro di schedatura fece emergere una larga parte dello straordinario patrimonio di grafica conservato nella Biblioteca e fu, alcuni anni dopo il suo inizio, il presupposto per la creazione del Gabinetto stampe, collocato nella prestigiosa Sala Machiavelli e aperto al pubblico nel 1969.
Nel periodo successivo all’alluvione, Fabia Borroni si dedicò al recupero delle serie di stampe di grande formato gravemente danneggiate, collaborando con i tecnici del restauro e nel 1969, facendo il bilancio di tre anni di lavoro, segnalava che erano già state restaurate ventisettemila incisioni (BORRONI 1969). Nel 1975, in occasione dell’Anno Santo, con una piccola mostra di immagini religiose Italia devota (1975), Fabia Borroni dava inizio ad una attività ostensiva che col tempo sarebbe diventata quasi un compito istituzionale del Gabinetto stampe. L’intento era di valorizzare le raccolte della Biblioteca attraverso esposizioni su temi iconografici di volta in volta diversi. Allestite con cadenza semestrale all’entrata dell’edificio, le mostre raggiunsero il numero di ventiquattro e costituirono per un decennio un appuntamento fisso, atteso da studiosi, cultori dell’incisione e dal pubblico della Nazionale. Erano accompagnate da cataloghi stampati nella tipografia della Biblioteca, che nel loro insieme oggi costituiscono quasi un repertorio di quattro secoli d’incisione. La mostra Con gli incisori degli Antichi Paesi Bassi in Italia, ventiquattresima della serie fu portata a termine da Artemisia Calcagni, per la improvvisa, tragica scomparsa di Fabia Borroni, avvenuta il 16 maggio 1986.

T.e W. Daniell, Interior view of the Palace, Madura, Acquatinta in "Oriental Scenery".
T.e W. Daniell, Interior view of the Palace, Madura, Acquatinta in “Oriental Scenery”.

Divenuta responsabile dell’Ufficio Artemisia Calcagni continuò, con la collaborazione di chi scrive, le consuete attività, come la catalogazione delle stampe, l’allestimento di nuove mostre fra cui la scenografica Oriental Scenery: immagini dell’India nelle incisioni dei secoli XVII-XIX nel 1999. Grazie poi al momento propizio, nel corso degli anni ’90, poté effettuare una serie di importanti acquisti di incisioni antiche e contemporanee e di libri illustrati che si aggiunsero alle numerose donazioni pervenute in quel periodo. Ma soprattutto impresse una svolta ricca di conseguenze, promovendo un’apertura verso le emergenze artistiche con la mostra curata da Luciano Caruso Far libro: libri e pagine d’artista (1989) centocinquanta artisti invitati a partecipare donarono alla Biblioteca le opere esposte, che formarono il primo nucleo del Fondo di documentazione sul libro d’artista, arrivato oggi a contare oltre 1000 opere (oggi presenti nel Fondo F.D., che si può ricercare nell’OPAC) e continuamente incrementato da donazioni di artisti italiani e stranieri. Far libro dette inizio ad una proficua stagione di relazioni fra Biblioteca e artisti, poeti, editori, collezionisti. Si moltiplicarono le iniziative curate dal Gabinetto stampe intorno al libro d’arte, come le mostre di opere provenienti dalla collezione di Loriano Bertini: I libri di Pierre Lecuire (1990), I libri di Iliazd (1991), Sodalizi di genio (1995), Cento libri surrealisti (1996). che fecero conoscere al pubblico fiorentino rare e prestigiose edizioni d’arte, privilegio solitamente riservato ad élites di bibliofili. La decennale collaborazione con Bertini fu determinante quando il collezionista, nel 2000, decise di vendere allo Stato i suoi libri, ponendo la condizione che rimanessero a Firenze. La lungimirante politica operata in quell’occasione dal Ministero per i Beni e le Attività culturali consentì di acquistare la straordinaria raccolta, di grandissima importanza storico-artistica, destinandola alla Biblioteca Nazionale di Firenze. Con il suddetto acquisto entrano in Biblioteca oltre 4300 edizioni in tiratura limitata, illustrate da grandi artisti dell’avanguardia come Picasso, Matisse, Mirò fino alla pop art di Lichtenstein e Warhol, tutte oggi inserite nell’OPAC con la segnatura F.A. (Fondo Arte). Il Fondo si aggiunge alle già cospicue collezioni di libri d’arte contemporanea, i fondi dei Rari moderni, Tallone e dei libri d’artista, facendo della BNCF il più importante deposito italiano di libri rari del Novecento.

Filippo Tommaso Martinetti, Tullio D’Albisola, litolatta. In: “Parole in libertà futuriste”, Roma, Edizioni futuriste di poesia, 1932
Filippo Tommaso Martinetti, Tullio D’Albisola, litolatta. In: “Parole in libertà futuriste”, Roma, Edizioni futuriste di poesia, 1932

‘Per mettere in luce alcuni capolavori dell’acquisizione, la Biblioteca allestì nel 2001 una prima mostra: Per sommi libri. In occasione, poi, del Semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea, la Direzione Centrale per i Beni librari e gli Istituti culturali del Ministero promosse Figurare la parola inaugurata nell’ottobre 2003, che permise, attraverso l’esposizione di 220 opere, di valorizzare ulteriormente la raccolta. Da quell’epoca molta parte dell’attività del Gabinetto stampe è stata dedicata alla collezione, fatta oggetto di ricerca, di studio e di innumerevoli iniziative, all’interno e all’esterno dell’Istituto.

 

Bibliografia

BORRONI 1961
FABIA BORRONI, Le stampe della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, <>, N.S., I (1961), n. 3, pp. 111-117.

BORRONI 1969
FABIA BORRONI, Vie des musées et cabinet d’estampes: Bibliothèque nationale de Florence, «Nouvelles de l’estampe», 1969, n. 10, pp. 420-422.

GARRONI 1986
MARIA LUISA GARRONI, Per Fabia Borroni Salvadori, «Accademie e biblioteche d’Italia», LIV, n. 3, luglio-settembre, 1986.