Acquisizioni e donazioni fino agli anni Cinquanta

di Anna Maria Russo

Trasferita nel 1935 la Biblioteca in Piazza Cavalleggeri, fu istituito l’ufficio Acquisti Collezioni e Continuazioni, con il compito di sovrintendere agli acquisti e alle donazioni, fonti essenziali di accrescimento del patrimonio, insieme al diritto di stampa (BIBLIOTECHE D’ITALIA 1942).
Dall’apertura della nuova sede all’inizio del secondo conflitto mondiale, la maggior parte delle risorse fu destinata ad accrescere la bibliografia riservata alle sale di studio, soprattutto con l’acquisto di importanti repertori di consultazione generale e di cataloghi di biblioteche estere. In questo periodo furono tuttavia di notevole importanza anche gli acquisti e i doni di materiali antichi e di pregio, manoscritti e a stampa, fra i quali si ricordano l’Archivio del marchese Gino Capponi (Firenze, 1792 – 1876), l’Archivio Frescobaldi e, fra gli incunaboli, un Decamerone di Boccaccio con xilografie stampato a Venezia nel 1492, una Chirurgia in volgare di Gugliemo da Saliceto del 1496, e un Trattato delle cose più meravigliose del mondo di Johannes de Mandavilla pubblicato a Firenze nel 1492, unico esemplare in Italia. Si aggiunse ai fondi manoscritti della Biblioteca il lascito testamentario di Domenico Tordi (1857-1933), acquisito già nel 1933, formato di pezzi distribuiti lungo un arco cronologico compreso tra il XIV e il XIX secolo (manoscritti, lettere di personaggi illustri dei sec. XIV-XIX, volumi a stampa, opuscoli e un’Appendice di 9 cassette, in cui sono riunite carte relative a Vittoria Colonna (Russo 20112, con bibliografia precedente).
Negli anni cruciali della seconda guerra mondiale, la Biblioteca dovette far fronte a disagi limitando, fra le sue funzioni, anche quella legata all’incremento del proprio patrimonio librario. Il conflitto aveva infatti ridotto fortemente la produzione e la circolazione dei libri, impedendone l’afflusso regolare in Biblioteca: le difficoltà di consegna delle copie d’obbligo da parte degli editori e dei tipografi generarono gravi lacune per la stampa di quegli anni. Allo stesso tempo diminuirono rispetto agli anni precedenti gli acquisti di opere rare: la direttrice Anna Saitta Revignas riferisce nelle sue relazioni annuali che la spesa per gli acquisti era stata inferiore alle assegnazioni ministeriali per l’assenza completa dal mercato antiquario di libri di pregio (RUSSO 2011 con riferimento alle fonti d’archivio).
Dal 1945 in poi la Biblioteca riprese a funzionare regolarmente. Si cercò di colmare la mancanza di libri creatasi durante gli anni di guerra con l’istituzione di uno speciale Ufficio Reclami, preposto al recupero delle copie d’obbligo non pervenute. Attraverso i reclami inoltrati alle Prefetture furono recuperate più di 4.000 opere mancanti, mentre altre opere furono acquisite sul mercato antiquario con fondi ministeriali speciali, stanziati al proposito. La riapertura dei rapporti commerciali con l’estero e le trattative dirette della Biblioteca con librai e case editrici estere e locali consentirono di colmare le lacune esistenti nelle collezioni straniere, nei periodici e nelle opere in continuazione. Fu difficile soprattutto reperire i materiali pubblicati in Germania, in gran parte distrutti durante la guerra, ma anche quelli pubblicati negli Stati Uniti e in Inghilterra, spesso stampati in tirature limitate. Tenendo conto delle scarse risorse economiche, l’Ufficio Acquisti adottò il provvedimento di coordinare l’acquisto di opere costose e di carattere specialistico con altre biblioteche cittadine, come, per esempio, per le belle arti, la Biblioteca Marucelliana. In questo periodo avvennero interessanti acquisti di opere a stampa antiche – incunaboli e cinquecentine – e di intere librerie private: la biblioteca Dainelli, con opere a stampa dei sec. XVII-XVIII (1945); la biblioteca del prof. G. Bonamici, con più di 1567 opere moderne a stampa, di filosofia e letteratura (1947). Nel 1947, grazie al legato di Horace Finaly al Comune di Firenze, approdò per deposito in Biblioteca buona parte della biblioteca Landau Finaly – che andò a costituire un fondo autonomo: preziosa raccolta di manoscritti dal sec. XII al sec. XVIII, di stampe rare dal sec. XV al sec. XIX, di opere musicali e di oggetti d’arte (LAZZI – SCARLINO 1994; SPERANZI 2011).

Giuseppe Pelli Bencivenni, Effemeridi, BNCF, Ms. , N.A. 10050 Pagina iniziale del Diario di Pelli, funzionario granducale, organizzatore e direttore del Museo degli Uffizi. L’opera composta da 80 volumi manoscritti, divisi in due serie, copre con osservazioni quotidiane e puntuali il periodo che va dal 1759 al 1808
Giuseppe Pelli Bencivenni, Effemeridi, BNCF, Ms. , N.A. 10050
Pagina iniziale del Diario di Pelli, funzionario granducale, organizzatore e direttore del Museo degli Uffizi. L’opera composta da 80 volumi manoscritti, divisi in due serie, copre con osservazioni quotidiane e puntuali il periodo che va dal 1759 al 1808

Negli anni Cinquanta e Sessanta ripresero anche gli acquisti di manoscritti, normalmente collocati nel fondo Nuove Accessioni, istituito in Biblioteca nel 1905 (RUSSO 2011). Gli acquisti di opere antiche erano di norma fatti dalla Sovrintendenza bibliografica ministeriale su suggerimento dei direttori dell’Istituto; i libri erano reperiti presso librai fiorentini (Gonnelli, La Medicea, Olschki e altri) e stranieri (Pierre Berès e La Madeleine a Parigi; Maggs Rare Books, Alan G. Thomas e Martin a Londra, e soprattutto le case d’asta Sotheby’s e Christie’s). Nel gennaio del 1952 furono acquistati presso Sansoni di Firenze i manoscritti delle Effemeridi di Giuseppe Bencivenni Pelli (1729-1808), grande diario della vita culturale e politica fiorentina dal 1759 al 1807.
Al pari degli acquisti, fonti essenziali di accrescimento per la Biblioteca sono i doni, sia da parte di istituzioni – dono della Library of Congress è, per esempio, il suo catalogo a stampa, in 167 volumi – sia da parte di importanti personalità della cultura: la raccolta di Ugo Ojetti (1947; 1973), il dono di alcuni rari incunaboli da parte di Tammaro De Marinis (1948), il lascito del prof. A.W. Benn (1952), quello del prof. T. André (1952) e quello del prof. E. Lasinio (1954) rappresentano soltanto alcuni dei preziosi tasselli aggiuntisi a questo mosaico nel decennio successivo alla fine della guerra.

Bibliografia

BIBLIOTECHE D’ITALIA 1942
Le biblioteche d’Italia dal 1932-X al 1940-XVIII. Presentazione di Edoardo Scardamaglia, Roma, F.lli Palombi , 1942.

LAZZI – SCARLINO 1994
GIOVANNA LAZZI – MAURA ROLIH SCARLINO, I manoscritti Landau Finaly della Biblioteca nazionale centrale di Firenze. Catalogo, I-II., [Firenze], Giunta regionale toscana, [Milano], Bibliografica, 1994.

RUSSO 20111
ANNA MARIA RUSSO, Nuove Accessioni, in BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE DI FIRENZE, I manoscritti datati della Biblioteca nazionale centrale di Firenze, III. Fondi Banco Rari, Landau Finaly, Landau Muzzioli, Nuove Accessioni, Palatino Baldovinetti, Palatino Capponi, Palatino Panciatichiano, Tordi, a cura di Susanna Pelle [et al.], Firenze, SISMEL Edizioni del Galluzzo, 2011, pp. 25-29.

RUSSO 20112
ANNA MARIA RUSSO, Tordi, in BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE DI FIRENZE, I manoscritti datati della Biblioteca nazionale centrale di Firenze, III. Fondi Banco Rari, Landau Finaly, Landau Muzzioli, Nuove Accessioni, Palatino Baldovinetti, Palatino Capponi, Palatino Panciatichiano, Tordi, a cura di Susanna Pelle [et al.], Firenze, SISMEL Edizioni del Galluzzo, 2011, pp. 49-50.

SPERANZI 2011
DAVID SPERANZI, Landau Finaly, in BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE DI FIRENZE, I manoscritti datati della Biblioteca nazionale centrale di Firenze, III. Fondi Banco Rari, Landau Finaly, Landau Muzzioli. Nuove accessioni, Palatino Baldovinetti, Palatino Capponi, Palatino Panciatichiano, Tordi, a cura di Susanna Pelle[et al.], Firenze, SISMEL Edizioni del Galluzzo, 2011, pp.15-22..