Il Circolo Martin Luther King

di Francesca Zaccagni e Carla Moretti

Martin Luther King
Martin Luther King

All’indomani dell’alluvione, in un momento di grave crisi, in Biblioteca nacque un circolo aziendale. In quei mesi difficili «povertà di mezzi, insufficienza del personale e strutture superate» (CASAMASSIMA, 1967) non impedirono una svolta innovativa per far risorgere la Biblioteca falcidiata dalla furia delle acque. Un generoso slancio tra il personale e i volontari rinnovò anche sul piano umano e sociale un luogo già ricco di valori ma segnato da fatiche e inadeguatezze. Prezioso fu il contributo offerto in quelle circostanze da aiuti nazionali e internazionali. L’ingresso degli ‘angeli del fango’ e di giovani nuovi assunti dette un impulso positivo alla BNCF.
In un contesto di grande fermento come quello del dopo ‘68, il circolo della Biblioteca, aggregante, ricreativo, culturale, fu anche capace di tenere alti gli ideali sociali e politici, veri valori condivisi.
Assunse il nome di Martin Luther King: uomo simbolo della lotta non violenta contro ogni forma di razzismo e sopraffazione e che fu vittima di un brutale assassinio nel 1968.
Fin da subito il Circolo M.L. King, poi affiliato all’ARCI, realizzò importanti iniziative con l’adesione della quasi totalità dei dipendenti. Pur essendo un organismo a sé, fu in grado di dare un apporto trainante a tante iniziative che poi coinvolsero anche la Biblioteca generando una forte coesione sociale che riuniva in un unico corpo anime diverse. E’ significativo ciò che si legge in un documento del Circolo: …” si è costituito senza aiuti finanziari esterni e le quote che i singoli soci si sono impegnati a versare … non sono … un apporto di capitali ma semplicemente un prestito.[…] il Circolo non ha scopo di lucro e … l’utile ricavato sarà … distribuito ai soci sotto forma di attività sociali “(CIRCOLO M.L. KING 1970). Fra le iniziative più importanti: la creazione di un bar interno all’Istituto destinato ai soci, sia dipendenti che utenti e, di lì a qualche anno, la nascita di uno spaccio di generi alimentari, ispirato al concetto del mutuo soccorso di tante associazioni dell’epoca.
In un clima di dialogo e di rispetto per le diversità, furono realizzate, anche insieme con altri circoli aziendali cittadini, attività non solo ricreative, alcune di queste dirette ai figli dei lavoratori, con finalità formative: campeggi estivi, doposcuola, incontri, dibattiti, gare di disegno, perfino la Befana per i figli piccoli. Molti ricordano la buona riuscita del doposcuola, lezioni di varie materie tenute da colleghi disponibili ai figli dei soci, gratuite e fuori orario di lavoro.
Il dibattito interno al Circolo era fervido e costruttivo. Venne così realizzata una sorprendente serie di iniziative volte a “promuovere una maggiore presa di coscienza tra i soci …su gravi problemi …e a diffondere una crescita della coscienza democratica impegnandosi nella lotta contro ogni tipo di concezione autoritaria della società “ (CIRCOLO M.L. KING 1968).
Da un’analisi del materiale conservato nell’Archivio del Circolo emerge un interesse costante al mutare dei tempi, alle situazioni politiche nazionali e internazionali, ai cambiamenti sociali, e alla lotta per i diritti civili. Il Circolo si schierò a favore della legge sul divorzio in occasione del referendum del 1974, diffondendo opuscoli esplicativi. Insieme alle rappresentanze sindacali aziendali stampò volantini per una proposta di legge contro la violenza sessuale (approvata dopo ben 20 anni!), diffuse articoli e documenti sulla legge di nuova approvazione sugli asili nido.
Si verificò una sinergia fra realtà diverse come Consigli di fabbrica, Comunità cristiane di base, Case del popolo, Comitati di quartiere, Circoli ACLI, Comitato Italia-Vietnam intorno alla Comunità dell’Isolotto. Nella veglia natalizia del 1972 il Circolo intervenne con un suo documento in solidarietà con il Vietnam in cui veniva citato un brano di un discorso di M.L. King contro la violenza. Meritato successo ottenne la pubblicazione: Un popolo unito, bibliografia ragionata delle pubblicazioni italiane sul Cile, dall’elezione di Allende (1970) fino a un anno dopo il golpe di Pinochet (1974). Numerose furono poi le sottoscrizioni per il Comitato Allende, per il Vietnam, per il Pakistan e per i tutti i popoli in lotta per la libertà.
In occasione del trentennale della Resistenza, 1974-75, venne organizzata una mostra di riproduzioni di cartoline e libri di testo del periodo fascista posseduti dalla BNCF. La mostra, che aveva lo scopo di denunciare i falsi valori propagandati dal regime, ebbe carattere itinerante presso scuole, associazioni ed istituti culturali. Il Circolo esprimeva con passione la denuncia e la presa di posizione solidale attraverso telegrammi, appelli, documenti nei confronti di tutti quegli avvenimenti che limitavano le libertà personali, in ogni parte del mondo.
Negli anni più recenti il Circolo ha continuato nei suoi intenti solidali. Ci piace ricordare oltre agli aiuti alla ex-Jugolsavia, alla Somalia, alla Sierra Leone, al popolo Saharawi, alla Palestina e infine ad Haiti anche la solidarietà attraverso sottoscrizioni in occasione di spettacoli e concerti che vengono organizzati periodicamente.

Aggiornato a Dicembre 2011

Salva