Servizi Informatici

Il lavoro del settore Servizi Informatici è focalizzato su tre aree: la prima tecnologica dedicata allo sviluppo e alla manutenzione dell’infrastruttura di base; la seconda bibliografica dedicata agli strumenti per il controllo bibliografico e per l’accesso ai servizi; la terza digitale dedicata sia ai progetti di digitalizzazione delle raccolte della BNCF, sia alle pubblicazioni che nascono digitali.
L’impegno dell’area tecnologica è stato in questi ultimi dieci anni principalmente orientato alla progressiva introduzione di strumenti basati su codice sorgente aperto (o open source). Si citano qui due progetti. Il primo (Musa) è un ambizioso intervento di migrazione delle postazioni di lavoro del personale BNCF a un sistema operativo della famiglia Linux che comprende anche la virtualizzazione dei desktop e l’autenticazione centralizzata: con questa architettura dati e applicazioni risiedono su un server e quindi l’utente può “recuperare la sua scrivania” da una qualsiasi postazione. Il secondo (Nebula) è l’applicazione delle tecnologie note con termine cloud computing: i servizi applicativi (per esempio il server web) possono con facilità essere duplicati, salvati e migrati e sono totalmente indipendenti dall’hardware sottostante che può essere distribuito su più nodi anche distanti geograficamente.
Circa un terzo delle postazioni sono a oggi migrate a Musa con benefici anche economici (non sono previsti costi per l’acquisizione di licenze per il sistema operativo, l’antivirus e i programmi per la produzione dei documenti).
L’area bibliografica del settore si occupa principalmente delle applicazioni per SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale), per la BNI (Bibliografia Nazionale Italiana), per il catalogo in linea (OPAC) e per l’accesso ai servizi (UOL, Utenti On Line). Proseguendo una lunga tradizione il settore è impegnato nella progettazione, realizzazione e gestione di strumenti in grado di facilitare il controllo bibliografico e di migliorare l’esperienza degli utenti che accedono dalla rete ai servizi della BNCF. Da citare in questa area sia la cooperazione locale con sei biblioteche fiorentine (polo SBN BNCF), sia quella nazionale e internazionale per promuovere l’uso dei metadati bibliografici anche al di là del tradizionale ambito bibliotecario dove i Linked data sembrano essere la direzione più promettente (un primo passo è il Nuovo soggettario disponibile dal 2010 nel formato SKOS/RDF).
Infine l’area digitale del settore segue i progetti di digitalizzazione (dai primi anni ‘90 siamo arrivati oggi a 3 milioni di immagini per un totale di 19 TB) e l’emergere delle pubblicazioni che nascono digitali. Si segnala qui il contributo della BNCF alla creazione e al mantenimento di uno standard per i metadati tecnici e strutturali (MAG è l’acronimo) che viene adottato in tutti i progetti di digitalizzazione italiani come strumento per l’interoperabilità delle biblioteche digitali.

Aggiornato a Dicembre 2011