Prestito

Il prestito dei libri e dei manoscritti fu un servizio previsto fin dal primo Regolamento organico delle biblioteche italiane, anche se rivolto ad una limitata cerchia di fruitori. La stessa norma contemplò anche una sorta di prestito interbibliotecario fra le biblioteche della stessa città (R.D. n. 5368, 20/11/1869).
Fu soltanto con il Regolamento organico del 1885 che venne definita la tripartizione del servizio, distinguendo il prestito agli studiosi da quello esterno e da quello internazionale (R.D. n. 3464, 28/10/1885). Nel tempo il bacino di utenza si ampliò progressivamente, in modo del tutto speculare al progredire dell’istruzione e della scolarizzazione della società italiana.
Tuttavia, ancora fino a pochi decenni fa, molti limiti, vincoli e condizioni continuarono a pesare sul servizio di prestito, in particolare su quello c. d. ‘diretto’. Nel tempo ciò che la norma aveva decretato –in virtù di un preciso contesto storico e sociale– finì per statuire delle discriminazioni vere e proprie fra i cittadini italiani, alcuni dei quali potevano accedere al servizio di prestito ‘per diritto’, stante un certo loro ‘status’ sociale; ad altri necessitavano o di garanzie da parte di terzi (‘mallevadori’) o il deposito di una somma di denaro.
Finalmente nel 1995, il legislatore ristabiliva una sorta di giusta equità fra tutti i possibili fruitori del ‘prestito diretto’ nelle biblioteche dello Stato. A tutti i cittadini italiani, comunitari e non, era riconosciuta la possibilità di accedere a questo servizio, tutti dovevano poter fruire della «disponibilità dei documenti a livello locale, nazionale ed internazionale» (D.P.R. n. 417, 5/7/1995).
Consapevole del mutato clima del mondo bibliotecario italiano, il Regolamento del 1995, esplicitava anche quella volontà di considerare le singole biblioteche del Paese come tutte facenti parte di un sistema integrato, recependo in ciò lo spirito che a metà anni ’70 aveva dato avvio alla grande esperienza di SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale).
Come non ricordare a questo punto l’impegno del personale della Nazionale, dal CED ai servizi catalografici e la BNI, al prestito, che fece della Biblioteca di quegli anni un grande laboratorio, analizzando processi di lavoro, elaborando e testando procedure in un costante confronto con altri contesti bibliotecari italiani per realizzare un servizio integrato che permettesse insieme economia e condivisione dell’immenso patrimonio collettivo di cui l’intero ‘sistema biblioteche’ italiano è detentore.
Dall’esperienza a livello nazionale a quello internazionale: negli anni ’90 la Biblioteca partecipava, in qualità di capo-progetto, ad AIDA (Alternative for International Document Availabilty), progetto europeo teso a disegnare secondo standard internazionali un sistema organizzato di fornitura del documento. Oggi, grazie ad Internet e a tecnologie avanzate, anche l’utente finale è divenuto parte interattiva nel nuovo sistema ILL (Inter Library Loan) per SBN messo a punto da ICCU a metà anni ’90: trasparenza e visibilità sono divenuti due punti cardine dei nuovi servizi di prestito e fornitura del documento a livello nazionale e ci si augura che presto ILL per SBN si apra anche al contesto internazionale.

Aggiornato a Dicembre 2011