Materiali Speciali

Possiamo collocare la nascita del Settore Materiali Speciali alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, quando la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze stava raccogliendo i frutti di un lavoro di riorganizzazione, nato dieci anni prima sotto la direzione di Emanuele Casamassima. In quel periodo, dopo la disastrosa alluvione del 1966, si stavano gettando le basi per una nuova organizzazione dei servizi della Biblioteca, in senso più moderno ed efficace.
Gli aspetti tecnici e organizzativi della nuova impostazione del lavoro furono esposti in un incontro di studi che ebbe luogo a Firenze nell’ottobre 1968, cui parteciparono numerosi studiosi italiani e stranieri. L’incontro servì anche ad affrontare aspetti connessi alla gestione dei “materiali speciali”, poiché tra i relatori presenti Tibor Tombor, direttore della Biblioteca nazionale di Budapest, indicò proprio nei “prodotti minori dell’editoria, delle tipografie, della vita quotidiana” le pubblicazioni “speciali” che una Biblioteca nazionale avrebbe dovuto raccogliere e conservare. Dunque, partendo anche dalla sollecitazione di Tombor, l’allora direttore, Emanuele Casamassima, seppe dare una nuova impostazione strategica alla Biblioteca, non solo in ambito organizzativo e tecnologico, ma anche per la rivalutazione della produzione editoriale “speciale”, che diventerà negli anni successivi, sotto la guida dei direttori che gli subentreranno – in special modo Diego Maltese e Carla Guiducci Bonanni -, il nucleo del futuro Settore Materiali Speciali.
Oggi il Settore Materiali Speciali è strutturato in due unità operative: una adibita alla scelta del materiale bibliografico, alla sua suddivisione in categorie e alla descrizione in insiemi tematici con procedure SBN WEB; un’altra dedicata all’immagazzinamento e all’assistenza agli studiosi per metterli in condizione di rintracciare le pubblicazioni desiderate.
Purtroppo dal 2007, a causa della carenza di personale, la Biblioteca non è più in grado d’incrementare la raccolta delle “pubblicazioni minori” che riceve ancora oggi in base alla nuova legge sul deposito obbligatorio degli stampati. Auguriamoci che si possa riprendere quanto prima la catalogazione di queste pubblicazioni. Per favorire questa possibilità, la Biblioteca sta sperimentando sul materiale così detto “minore” una tecnica speciale per il recupero dell’informazione nella base dati locale del Sistema Bibliotecario Nazionale. Ci auguriamo che tale attività possa servire ad ampliare l’informazione bibliografica su una sempre più vasta tipologia di documenti – compreso quelli in formato digitale – che oggi sono prodotti dalle strutture e infrastrutture del territorio (enti, istituzioni, amministrazioni ecc.), per offrire servizi ai cittadini e alle imprese.

Aggiornato a Dicembre 2011