Verso la rete: dalla cooperazione toscana al progetto SBN

di Tommaso Giordano

Negli anni Settanta gli effetti della scolarizzazione di massa e la domanda di cultura e di partecipazione democratica innescata dai grandi movimenti iniziati nel decennio precedente lambiscono anche le pubbliche amministrazioni, inclusi i settori tradizionalmente appartati e più resistenti al cambiamento. Il dibattito sui beni culturali di quegli anni è la testimonianza di un forte disagio ma anche un segno inconfutabile dell’ansia di rinnovamento che anima il mondo degli archivi, dei musei e delle biblioteche, seppur con un certo ritardo rispetto ai movimenti in atto nella società e specialmente nella scuola e nell’università.
In quello stesso periodo vengono introdotte nell’architettura istituzionale importanti riforme destinate ad avere un impatto decisivo anche sulle biblioteche. Tra queste, il decentramento regionale, il passaggio, pur lento e travagliato, delle competenze in materia di pubblica lettura dallo stato alle regioni, l’istituzione del Ministero per i Beni Culturali e degli istituti centrali, tra i quali l’ICCU – Istituto centrale per il catalogo unico. Indubbiamente questi cambiamenti, non privi di lacune e contraddizioni, dischiusero le porte alle nuove leve di operatori che popolarono le biblioteche pubbliche, statali, dell’università e degli istituti di ricerca. L’entusiasmo della nuova generazione di bibliotecari era almeno pari alla loro impreparazione professionale e il loro inserimento nelle vecchie strutture, dominate da una cultura prevalentemente burocratica e poco permeabile all’innovazione, non mancò di creare contrasti e contraccolpi. Ma se – oggi a distanza di alcuni decenni – osserviamo la parte piena del bicchiere, dobbiamo riconoscere che furono anni di grande confronto culturale e scambio generazionale, talvolta aspri e improduttivi, ma non di rado fertili e propositivi.
Intanto il progresso tecnologico avanzava inesorabilmente e in Italia sopraggiungeva l’eco delle prime applicazioni dell’automazione in campo bibliotecario in corso nei paesi più avanzati. “Tra il 1975 e il principio del 1976 hanno luogo a Firenze i primi incontri del tutto informali [….] di quello che in seguito sarà il Consiglio interbibliotecario toscano. L’iniziativa nasce in un momento preciso e ne porta il segno: l’approdo in Toscana dell’Istituto universitario europeo (IUE), che ha cercato subito la sua humus vitale e culturale nel territorio che lo ospita” (MALTESE 1990). Così Diego Maltese alcuni anni dopo spiegava il movimento di cooperazione che si era sviluppato tra le biblioteche toscane.
Un clima particolarmente fertile, dovuto anche alla favorevole coincidenza di personalità lungimiranti alla dirigenza dei più importanti istituti toscani: tra questi Luigi Crocetti, al Servizio Beni Librari della Regione, Diego Maltese alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Kenneth Humprheys e Michel Boisset all’Istituto Universitario Europeo (GIORDANO 2004). Nel 1978 decolla il progetto ECO, che vede la partecipazione di 28 biblioteche toscane e che desta immediatamente interesse nel milieu dei bibliotecari italiani. Il salto di qualità si verifica quando scatta la collaborazione tra il gruppo toscano guidato Michel Boisset e Angela Vinay, Direttore dell’ICCU: nasce il progetto SNADOC (Servizio Nazionale di Accesso al Documento). Questo progetto fu una vera fucina di idee che si irradiarono su tutto il territorio nazionale e che richiamarono la partecipazione appassionata della nuova generazione di operatori che propugnavano il rinnovamento delle biblioteche e della professione bibliotecaria. In effetti, SNADOC e poi SBN agirono come elemento catalizzatore di fermenti, bisogni e aspirazioni latenti, offrendo un nuovo quadro di riferimento concettuale e un corredo di tecnologie e pratiche innovative attraverso le quali era possibile realizzare concretamente il cambiamento. Espressioni come “accesso al documento”, “condivisione delle risorse”, “biblioteca come unità servizio”, “centralità dell’utente”, diventate poi di uso comune nella pratica professionale si riempivano di contenuti e acquisivano concretezza con la sperimentazione di nuovi strumenti e procedure.
Intanto si costituiva, su proposta dell’ICCU, la Commissione nazionale per l’automazione delle biblioteche e l’esperienza SNADOC veniva incanalata in un progetto istituzionale più complessivo e decisamente più ambizioso destinato a dare una svolta al sistema bibliotecario italiano: il Servizio Bibliotecario Nazionale – SBN (LEOMBRONI 2004). Un articolo di Angela Vinay e Michel Boisset apparso sulla rivista “Il Ponte” aprì ufficialmente il dibattito sul progetto della rete nazionale (BOISSET 1981). A molti fu subito chiaro che la componente informatica del progetto si inquadrava in una visione strategica più ampia e di lungo termine, con l’intento dichiarato di realizzare “un ridisegno complessivo della realtà delle biblioteche italiane”. “Non si tratta di un progetto di automazione […] ma di un progetto che si serve dell’automazione per ottenere un disegno complessivo della realtà bibliotecaria italiana” (CROCETTI 1986). Con queste semplici parole, che racchiudono mirabilmente il senso profondo di SBN, Luigi Crocetti, presentava ai bibliotecari riuniti in congresso a Giardini Naxos nel 1982 il più vasto e complesso progetto delle biblioteche dell’Italia repubblicana. Ovviamente questa visione non poteva essere compresa o condivisa da tutti e per molti aspetti SBN è stato interpretato principalmente come un programma di automazione, ma la sua portata non sfuggì ai grandi interlocutori che investirono nella costituenda rete delle biblioteche italiane – tra i primi il Ministero dei Beni culturali (con l’ICCU e le due biblioteche nazionali centrali), l’Università di Firenze, la Regione Lombardia, la Provincia di Ravenna e poi molti altri soggetti pubblici e privati – e alle migliaia di operatori che ne resero possibile l’attuazione, in primis il gruppo di bibliotecari della BNCF impegnato nei programmi della Bibliografia Nazionale Italiana (BNI). Il cammino è stato lungo e difficile e non privo contrasti, e una parte del disegno iniziale si è persa lungo il percorso, ciò nonostante i fatti dimostrano che sono stati ottenuti importanti successi e che in Italia la cooperazione interistituzionale è possibile.
Oggi la rete SBN è una realtà che collega 4500 biblioteche e che mette in Internet una gamma di servizi incentrata su un catalogo di circa 12 milioni di titoli (cui vanno aggiunte numerose collezioni speciali), una risorsa indispensabile per la ricerca e l’accesso frequentata da milioni di utenti in Italia e all’estero; una rete dotata di grandissime potenzialità che attualmente, in tempi di Google e di Web 2.0, rappresenta un asset di tutto rispetto di cui le biblioteche potrebbero efficacemente avvalersi per affrontare le sfide del futuro e per riaffermare il loro ruolo di strumento primario di accesso democratico alla conoscenza. Ma questa prospettiva richiede un ripensamento profondo dell’organizzazione sedimentata in tutti questi anni, occorre – come suggerisce Claudio Leombroni – “ridisegnare una nuova semantica della cooperazione, estendere la cooperazione a domini diverse dalle biblioteche […]immaginare una diversa articolazione dei servizi nazionali e locali” (LEOMBRONI 2011), che tenga conto delle nuove complessità sociali e culturali e degli incalzanti sviluppi della comunicazione globale.

Bibliografia

CROCETTI 1986
LUIGI CROCETTI, Relazione introduttiva in La cooperazion. Il Servizio bibliotecario nazionale, atti del 30. congresso nazionale dell’Associazione italiana biblioteche, Giardini – Naxos, 1982, Messina, Università di Messina, Facoltà di Lettere e filosofia – Centro di studi umanistici, 1986, p. 31.

GIORDANO 2004
TOMMASO GIORDANO, Cronache bibliotecarie: prima della rete, ovvero nascita e formazione della biblioteca dell’Istituto universitario europeo, in Studi e testimonianze offerti a Luigi Crocetti, Milano, Bibliografica, 2004, pp. 183-194.

LEOMBRONI 2002
CLAUDIO LEOMBRONI, Il Servizio bibliotecario nazionale, idee passioni, storia, in Paolo Traniello, Storia delle biblioteche dall’Unità ad oggi, Bologna, Il mulino, 2002.

LEOMBRONI 2011
CLAUDIO LEOMBRONI, SBN ha unificato l’Italia delle biblioteche?, in L’Italia delle Biblioteche. Scommettendo sul futuro nel 150 anniversario dell’Unità nazionale, Milano, 3-4 marzo 2011 (in corso di pubblicazione).

MALTESE 1990
DIEGO MALTESE, Cooperazione tra biblioteche: storia di un idea in Italia, in La cooperazione iterbibliotecaria: livelli istituzionali e politiche. Atti del convegno regionale, Firenze 27-29 novembre 1989, a cura di Anna Maria Speno e Susanna Peruginelli, Firenze, Milano, Giunta regionale, Bibliografica, 1990.

Aggiornato a Dicembre 2011