Sfida al futuro fra Europa e globalizzazione: alcuni progetti

di Valeria Ronzani

Nell’era dell’Information and comunication tecnology (ICT) la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze è protagonista nella duplice sfida della circolazione delle informazioni e nell’assicurare la memoria digitale del nostro patrimonio, dalle prime reti informatiche fino ai recenti accordi internazionali. Allo scopo, è l’Unione Europea ad avviare fin dagli anni Novanta una serie di progetti fra gli Stati membri.
Debutta nel gennaio 1990 CDBIB, di cui la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze è partner con le Nazionali di altri sei paesi (Francia, Germania, Portogallo, Olanda, Danimarca, Gran Bretagna). Terminato nel dicembre ’93, mirava a implementare l’uso delle bibliografie nazionali, attraverso l’interscambio di record fra le diverse agenzie bibliografiche nazionali e, sul fronte utente, un accesso più amichevole e integrato.
FACIT (gennaio 1993 – febbraio 1996) intendeva sviluppare strumenti di riconoscimento ottico dei caratteri per convertire su larga scala schede catalografiche dattiloscritte e a stampa. Le oggettive difficoltà causate dalla estrema variabilità dei cataloghi storici cartacei ha ridisegnato gli obbiettivi, focalizzando il progetto sulla possibilità di conversione elettronica del Catalogo Palatino, che è infatti attualmente consultabile dal sito della BNCF.
EDILIBE sperimenta lo scambio di dati in forma elettronica fra biblioteche, librai, editori, basandosi sull’uso dello standard EDIFACT (ISO 9735:1988). La fase operativa (27 mesi da aprile 1993) mirava a dimostrare come l’applicazione migliorasse il processo delle acquisizioni, con benefiche ricadute sulla standardizzazione della comunicazione dei dati bibliografici tra mondo commerciale e biblioteche, oltre che sugli aspetti amministrativi.
Dal 1997 al 2000 l’Unione Europea finanzia il progetto NEDLIB, che coinvolge la maggior parte delle biblioteche nazionali europee. La Nazionale di Firenze rappresenta l’Italia. Scopo del progetto: creare un’infrastruttura di base che si faccia carico del deposito delle pubblicazioni elettroniche. Con standard comuni per archiviazione e gestione del documento elettronico, assicurandone la fruibilità indipendentemente da un’evoluzione tecnologica che rende obsoleti in un breve arco di tempo hardware e software. NEDLIB ha contribuito all’aggiornamento dello standard OAIS (ISO 14721:2003), nato non per le biblioteche, ma per risolvere problematiche relative alla conservazione dei dati elettronici della NASA. Uno standard ideato per trovare consenso diffuso su un modello di archivio che garantisca la conservazione nel tempo dell’informazione digitale.
TEL, coordinato dalla British Library, è la tappa fondamentale per la costituzione di The European Library, portale che permette l’accesso alle risorse digitali delle biblioteche nazionali europee. Risorse a loro volta confluite in Europeana, dove si assommano a materiali di pertinenza di archivi, musei, cineteche. Avviato nel gennaio 2001, ha nell’ICCU e nella Nazionale di Firenze i rappresentanti italiani.
Digimap fin dal nome, “Scoprire il passato attraverso la cartografia antica digitale”, chiarisce la propria finalità: sviluppare soluzioni per biblioteche digitali georeferenziate, indirizzandosi su documenti storici che promuovano l’eredità culturale e scientifica europea. Alla prima fase hanno lavorato, oltre alla BNCF, la Biblioteca Nazionale del Portogallo, la Biblioteca Reale del Belgio e la Biblioteca Nazionale dell’Estonia. Il risultato finale rende disponibile attraverso internet e tramite software ‘open-source’ soluzioni informatiche che possono essere impiegate in altri servizi archivistici e bibliotecari. Avviato nell’ottobre 2006, è durato 24 mesi. La Nazionale ha coordinato anche i rapporti con i gruppi esterni di esperti.
DPE, Digital Preservation Europe, focalizza gli sforzi della ricerca sulle problematiche della conservazione digitale a lungo termine. Oltre ai problemi di aggiornamento tecnologico, vi sono problemi relativi alla fragilità degli oggetti digitali e alla necessità di preservare informazioni supplementari quali metadati e altro. In estrema sintesi, la complessità della conservazione di tali oggetti richiede un approccio attivo, visto che sono necessari vari livelli di mediazione tecnologica. Il progetto, 36 mesi, è iniziato il 10 aprile 2006.
Enrich (dicembre 2007- novembre 2009) mirava a creare una biblioteca europea digitale dei manoscritti (oltre che incunabuli, libri antichi e rari e altri documenti di importanza storica), attraverso un ambiente di ricerca virtuale condiviso. Il consorzio, coordinato dalla Biblioteca Nazionale della Repubblica Ceca, era costituito da 18 partners, tra cui la BNCF, e supportato da molte altre istituzioni. I risultati sono confluiti in Europeana.
La sfida continua, il futuro più prossimo è nei recenti accordi con Google Books e ProQuest che implementeranno di oltre cinquecentomila libri (non coperti da vincoli di copyright) la già ragguardevole mole di materiale della BNCF liberamente consultabile via web.

Aggiornato a Dicembre 2011