I cataloghi della BNCF

di Vera Martinoli

Come in tutte le grandi biblioteche storiche, i cataloghi della BNCF rispecchiano la sua origine e il successivo sviluppo del patrimonio librario e risentono della forte stratificazione di tecniche calligrafiche e di descrizioni bibliografiche, per la parte antica, e di regole di catalogazione per la parte moderna. Dopo che il testamento di Antonio Magliabechi aveva dato origine nel 1714 alla Biblioteca con un primo nucleo di circa trentamila volumi, negli anni compresi tra il 1737 e il 1747 Antonio Cocchi procede ad organizzare lo spazio e il servizio, mentre a Giovanni Targioni Tozzetti è affidata la compilazione di due cataloghi: il primo per gli stampati e il secondo per i fondi manoscritti, in 11 volumi manoscritti, ancora oggi consultabile.
Il primo elenco ufficiale dei cataloghi in uso nella Biblioteca, divenuta Nazionale e poi Centrale nel 1885, è contenuto nel “Bollettino delle pubblicazioni italiane ricevute per diritto di stampa”, il cui primo numero esce nel 1886: accanto ai diversi cataloghi dei fondi manoscritti, per le opere a stampa vengono elencati e descritti i cataloghi Magliabechiano, Palatino, Targioni Tozzetti, Nencini, Guicciardini, Passerini, Filippini e Musica. Tranne il catalogo Guicciardini sono tutti volumi manoscritti, anche se da tempo erano già in uso le schede per i cataloghi per autori e titoli e per la descrizione degli opuscoli amministrativi e di minor pregio. Vista la difficoltà di continuare ad usare i cataloghi manoscritti a volume per le opere a stampa in continuo accrescimento, si era infatti arrivati alla creazione del catalogo a schede, quello che attualmente è il “Catalogo generale per autori e titoli”, mentre si continuano ad utilizzare i cataloghi manoscritti a volume per i Fondi Magliabechiano e Palatino. Anche se il Catalogo moderno inizia formalmente nel 1886, in realtà, la sua copertura è più ampia in quanto vi sono confluite anche le schede di pubblicazioni antecedenti a tale data. Rimandando allo studio di Piero Innocenti (INNOCENTI 1984) per la parte relativa ai cataloghi dei fondi manoscritti della BNCF e non potendo qui esaminare lo sviluppo dei cataloghi speciali, incunaboli, stampe, musica, etc. ci limiteremo all’esame dei cataloghi degli stampati che hanno dato origine a quelli attualmente in uso agli utenti e che forniscono uno strumento di ricerca non sempre semplice e quasi mai omogeneo, sia per le molteplici stratificazioni, che per le vicissitudini collegate, prima, al trasferimento della Biblioteca nella sede di Piazza Cavalleggeri, poi all’alluvione del 1966.
Nel 1935 il trasferimento della Biblioteca nella nuova sede di piazza Cavalleggeri comporta la riorganizzazione totale della Biblioteca e di una parte delle collocazioni del suo patrimonio librario; i cataloghi trovano la loro sistemazione definitiva nella Sala al piano terreno, ad essi dedicata, mentre presso le Sale di consultazione vengono allestiti gli schedari relativi ai volumi che vi erano stati collocati .
L’impatto più significativo legato al trasferimento riguarda la collezione dei periodici. La loro collocazione nei nuovi magazzini richiede la compilazione di uno strumento poco conosciuto, ma ancora oggi indispensabile, il cosiddetto “Registro delle concordanze” cioè un catalogo che elenca nell’ordine: collocazione della Biblioteca Magliabechiana, titolo della rivista, collocazione nel nuovo magazzino. All’inizio degli anni cinquanta, nell’ambito della realizzazione del “Primo catalogo collettivo delle biblioteche italiane”, inizia la compilazione dell’attuale catalogo Palatino a schede che raccoglie le schede delle pubblicazioni dei Fondi: Palatino, Targioni Tozzetti, Nencini, Miscellanea Capretta, Guicciardini, Passerini e Filippini. Sia il catalogo Palatino che il catalogo Generale sono compilati su schede di formato più grande rispetto al formato internazionale, il formato Staderini (13,5×9,5).
Ma l’evento che ha rivoluzionato la struttura dei cataloghi della BNCF è stata l’alluvione che, nel 1966, ha colpito la Biblioteca e danneggiato la maggior parte dei cataloghi esistenti, sia manoscritti che a schede rendendone indispensabile la completa ricostituzione.
Per i cataloghi Palatino e Generale, dopo le prime operazioni di essicazione, disinfezione, ricostruzione, controllo e riordinamento, si decide di numerare le schede mobili per poter procedere alla loro microfilmatura e la successiva ristampa su schede di formato internazionale. Per le operazioni di riproduzione dei cataloghi sono stati utilizzati due planetari già usati per la riproduzione dei documenti del processo di Norimberga.
Purtroppo questo ha comportato diversi problemi che ancora oggi rendono complessa la consultazione del catalogo: infatti, spesso sono andate perdute nella riproduzione annotazioni presenti nella scheda originale e, a volte, anche la stessa collocazione dell’opera che era stata apposta nella parte inferiore della scheda.. Il catalogo Magliabechiano, di cui esisteva soltanto la copia manoscritta, è stato restaurato e xerografato. L’originale è conservato nella sezione Manoscritti e la copia è consultabile in Sala cataloghi.
Si è provveduto, inoltre, a costituire “ex novo” un catalogo a schede fotocopiando e ordinando alfabeticamente le schedine del catalogo topografico, manoscritte, alluvionate e di non facile lettura.
Fondamentali sono state anche le due serie del Bollettino e della Bibliografia Nazionale che erano stati utilizzate negli Uffici di catalogazione e di collocazione e che riportavano le segnature dei volumi, indispensabili per una precisa identificazione del materiale. Questo immane lavoro di ricostruzione è stato completato nell’arco di poco più di due anni da un ufficio creato appositamente (Ufficio Ricostruzione Cataloghi).
Possiamo quindi concludere che da un evento catastrofico è derivata una ricostruzione, quella dei cataloghi che ha portato alla costituzione di strumenti di ricerca tuttora indispensabili (DEL BONO 1996).
I cataloghi a schede, elencati e descritti nel sito web della BNCF, sono ufficialmente chiusi dal 1983, a seguito dell’avvio del progetto SBN e del sistema UOL con il relativo OPAC.
Accanto a tutte le monografie italiane pervenute in Biblioteca dal 1984 e a tutti i nuovi titoli di periodici pervenuti dal 1988, il catalogo in linea contiene buona parte delle descrizioni dei documenti relativi al periodo di copertura dei cataloghi cartacei (generale, storici, speciali) in uso fino al 1984, l’intero Fondo Magliabechiano (circa 120.000 edizioni comprese fra il XVI secolo e i primi decenni del XX secolo), circa 1000 carte geografiche che risalgono ai secoli dal XVII al XIX,
ma, nonostante ciò, i cataloghi cartacei rimangono uno strumento indispensabile per una completa ricerca bibliografica.

Bibliografia

DEL BONO 1996
GIANNA DEL BONO, I cataloghi della Biblioteca nazionale di Firenze, «Culture del testo», II, 1996, 6, pp. 27-41.

INNOCENTI 1984
PIERO INNOCENTI, Stratigrafia dei cataloghi: procedure di de stratificazione del maggior nucleo italiano di manoscritti e libri antichi, in «Il bosco e gli alberi», I, Firenze, Giunta regionale toscana, La Nuova Italia, 1984, pp. 295-523.

Aggiornato a Dicembre 2011