Dal progetto ANNAMARC a SBN Web. L’automazione in BNCF dal 1967 a oggi

di Susanna Peruginelli  con la collaborazione
di Alessandro Canonici, Maria Paola Giliberto, Dina Pasqualetti

L’automazione dei dati bibliografici inizia in Italia nei primi anni ‘50, a Roma, con il progetto di redazione del catalogo collettivo delle biblioteche italiane, curato dall’Istituto Centrale per il Catalogo Unico. A tal fine è impiegato un sistema meccanografico Remington che successivamente viene trasferito alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. E’ qui che nella metà degli anni ’60 si inizia a lavorare allo studio per il trattamento automatico delle schede delle 72 annate (1886-1957) del Bollettino delle pubblicazioni italiane ricevute per diritto di stampa dalla BNCF (progetto CUBI). La memorizzazione dei dati, finalizzata al recupero bibliografico e alla stampa dei 41 volumi del CUBI, costituisce una tappa fondamentale nell’automazione della Biblioteca Nazionale.
Successivamente, alla fine degli anni ’60, viene ideato da Diego Maltese (MALTESE 1970) uno schema per l’automazione della Bibliografia Nazionale Italiana. Il progetto è presentato e validato nella sede della BNCF in un importante incontro di esperti, italiani e stranieri, dal titolo: Razionalizzazione e automazione della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Sono così poste le basi per l’automazione della BNI con l’utilizzo di un formato standard internazionale dei dati, il MARC, ma anche delle procedure della Biblioteca.
Inizia quindi l’implementazione del progetto ANNAMARC, con la costituzione di un gruppo di lavoro sotto la responsabilità di Diego Maltese e con il supporto dell’IBM, incaricata della preparazione dei programmi applicativi. Per rendere operativo il progetto sono preparate le specifiche per la codifica dei record BNI e per la produzione dei nastri magnetici nella versione italiana del MARC, utili per lo scambio bibliografico e per la produzione a stampa della Bibliografia Nazionale. Per l’immissione dei dati catalografici codificati nel formato standard è scelto un tipo di macchine IBM allora di nuova concezione (Magnetic Tape Selectric Typewriter, MT/ST), munite di una sfera metallica su cui sono incisi i caratteri per la registrazione dei dati, capaci di gestire vari font memorizzando i dati stessi in nastri magnetici per l’elaborazione elettronica. Esce così, nel gennaio 1976, il primo fascicolo della BNI prodotto a stampa in modo automatico con un procedimento di fotocomposizione; parallelamente vengono creati nastri magnetici per la diffusione dei record bibliografici sia su scala nazionale che internazionale.

In occasione della Conferenza nazionale delle biblioteche tenutasi a Roma nel 1979 viene affrontato con convinzione il problema del servizio bibliotecario nazionale, nell’intento di arrivare ad un sistema integrato per la realizzazione di una base dati bibliografica nazionale su cui avviare i servizi di accesso ai documenti. La Commissione nazionale per l’automazione delle biblioteche, allora costituita, stabilisce i principi del progetto nazionale che si sta delineando: cooperazione fra istituzioni diverse, messa in comune di competenze per la progettazione e attuazione del programma ed anche disponibilità condivisa delle collezioni, utilizzo di tecnologie informatiche per la realizzazione di una rete di biblioteche.
La presenza a Firenze dell’Istituto Universitario Europeo con competenze in campo di automazione di biblioteche e la lungimiranza di Angela Vinay, direttrice dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico che accetta il supporto dell’IUE, costituiscono, agli inizi degli anni ’80, l’occasione favorevole per la progettazione del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN). La collaborazione a livello nazionale così instaurata vede al lavoro attori di diversa provenienza sul territorio nazionale sotto il coordinamento dell’ICCU: bibliotecari, tecnici informatici, docenti universitari, direttori di biblioteca, amministratori regionali, in uno sforzo comune che dà come primo frutto la sperimentazione del prototipo SBN a Firenze, presso la Biblioteca Nazionale. E’ deciso a tale scopo di installare un elaboratore della ditta Honeywell, modello DPS/7 (dopo una decina di anni sostituito dal modello DPS/7000), presso il nuovo CED della Biblioteca e di affidare la scrittura dei programmi per la gestione delle procedure al suo personale, sotto la consulenza del Centro di Calcolo dell’Università di Firenze. Si tratta di avvenimenti eccezionali: l’assunzione da parte della BNCF di responsabilità del tutto nuove, l’inizio di una formazione di tipo tecnologico finora estranea nel mondo delle biblioteche. Tutto questo consente, negli anni 1983-1984, l’avvio della catalogazione utilizzando le procedure SBN online e la riorganizzazione dei flussi di lavoro nel trattamento dei documenti all’interno della Biblioteca. Ciò comporta un cambiamento nella redazione della Bibliografia Nazionale Italiana e l’adozione del formato standard internazionale di codifica dei dati UNIMARC, prodotto pressoché in modo automatico a partire dalla base dati SBN. La BNI (fascicoli e cumulazioni annuali a stampa, nastri magnetici) è così prodotta sulla base del formato UNIMARC, che garantisce l’allineamento a livello internazionale, maggiore ricchezza degli indici e flessibilità nella fornitura dei prodotti per lo scambio bibliografico.
Parallelamente, a livello nazionale, il progetto si sviluppa su vari fronti: sulla base del protocollo di intesa fra Ministero per i Beni Culturali e Ambientali e Regioni si concorda che per SBN l’organizzazione dei servizi è rapportata alla realtà territoriale e non alle diverse titolarità delle biblioteche. Viene così avviata la stesura dei programmi applicativi in varie realtà bibliotecarie, utilizzando hardware e software diversi, in preparazione dell’avvio della rete finalizzata alla catalogazione partecipata e all’accesso ai documenti.
E’ quindi a metà degli anni ’80 che si lavora allo studio per la realizzazione dell’Indice SBN e della rete nazionale. Alla società Italsiel è affidato lo sviluppo delle procedure ed è proprio la BNCF che inizia la sperimentazione del colloquio con l’Indice per la catalogazione in cooperazione con altre biblioteche, attivando operazioni di ricerca in rete, cattura e trasferimento di record, oltre alla loro validazione e correzione. L’operatività a regime di tali procedure avviene nel 1992. E’ in questi anni che la Biblioteca si dedica anche a diverse importanti iniziative: lo studio di fattibilità per la riorganizzazione dei servizi bibliografici italiani e l’avvio del progetto EDIFICARE insieme alla Biblioteca Nazionale di Roma per instaurare una collaborazione con gli editori nella consegna delle pubblicazioni. Ulteriori sviluppi riguardano la produzione di nuove serie della BNI: Monografie, Musica a stampa, Periodici, Libri per ragazzi, Tesi di dottorato, Libri scolastici, l’adozione di nuovi strumenti informatici come il data base INFORMIX implementato con i record creati in SBN e aggiornabile online, il software di sviluppo PowerBuilder, la produzione di CDROM con i dati BNI, cumulati e non, oltre a quelli del catalogo della Biblioteca dal 1958 ad oggi. Anche la catalogazione di materiale antico con procedure SBN aggiornate fa parte di questa evoluzione, così come il lavoro di digitalizzazione di alcune collezioni e di immagini che vengono associate all’OPAC della Biblioteca. Segue il lavoro di riversamento in SBN dei record del CUBI relativi agli anni 1886-1957 e il recupero della vastissima collezione di periodici della Biblioteca (progetto PIC) che include, oltre ai dati bibliografici, quelli relativi alle annate possedute e alle lacune.
In questi ultimi anni, dal 2008 ad oggi, la Biblioteca partecipa attivamente al progetto di evoluzione di SBN a livello nazionale (SBNWeb) che consente l’accesso alle funzioni applicative di SBN utilizzando web browser. Dopo un intenso lavoro di test delle nuove procedure, si arriva alla migrazione dei dati (con un totale che supera 2.550.000 titoli) dal mainframe BULL a server muniti di sistemi operativi avanzati e di provata flessibilità.
Si tratta di un’evoluzione senza sosta, su molteplici fronti, accompagnata da una preoccupazione costante rivolta alla cooperazione a livello nazionale e internazionale, che guida ormai la Biblioteca dall’avvio dell’automazione, nella convinzione della assoluta necessità del rispetto di standard bibliografici e tecnologici.

Bibliografia

MALTESE 1970
DIEGO MALTESE (a cura), Razionalizzazione e automazione nella Biblioteca nazionale centrale di Firenze, incontro di studi organizzato dall’Unesco e dal Ministero della pubblica istruzione: Firenze, 29-31 ottobre 1968, Firenze, Biblioteca nazionale centrale, 1970, pp. 141-152.

Aggiornato a Dicembre 2011