Le Soppressioni conventuali

di Francesca Tropea

Una sintesi delle diverse ondate di soppressioni delle biblioteche conventuali, avvenute in Toscana nei secoli XVIII e XIX, consente di illustrare l’incremento apportato alla complessa stratificazione delle raccolte di manoscritti e di libri antichi a stampa conservate nella BNCF dai beni librari incamerati.

Le soppressioni di enti religiosi possono essere considerate uno dei principali strumenti utilizzati dal granduca Pietro Leopoldo nella sua complessa politica ecclesiastica il cui fine era di contenere le ingerenze della Chiesa negli affari dello Stato e di ridurre il clero regolare, che faceva capo a Roma,  in favore di quello secolare. Il programma di Pietro Leopoldo, esposto nelle Relazioni sul governo della Toscana (1786), “aveva portato alla soppressione dei conventi giudicati inutili sul piano sociale” (Biagianti 1985) al fine di potenziare il ministero religioso e sociale dei parroci. Il primo provvedimento fu la soppressione della Compagnia di Gesù, avvenuta in Toscana con il decreto granducale del 28 agosto 1773 emanato a seguito della bolla di Clemente XIV del 21 luglio 1773. Considerato che il convento di San Giovannino fu affidato ai Padri Scolopi, che vi portarono la loro biblioteca, i libri dei Gesuiti furono messi in vendita, ma fu data la possibilità ai bibliotecari della Magliabechiana di estrarre quanto considerato utile per l’Istituto. I manoscritti provenienti dalla Biblioteca dei Gesuiti sono oggi conservati in parte nelle classi del Magliabechiano e in parte nel Fondo Nazionale, mentre i libri a stampa sono conservati nel Fondo Magliabechiano. Le soppressioni volute da Pietro Leopoldo proseguirono nell’ottica di razionalizzare la rete monastica eliminando le comunità più piccole e orientando i religiosi verso una disciplina più rigorosa e verso compiti socialmente utili. Sebbene mancasse in Toscana una direttiva generale per la distribuzione del patrimonio librario proveniente dalle biblioteche conventuali, grazie alle richieste di personaggi come il bibliotecario Ferdinando Fossi (DBI v.49), la Biblioteca Magliabechiana ricevette molte opere provenienti dalla soppressione di alcuni conventi tra i quali i Teatini dei Santi Michele e Gaetano (1785) e altri provenienti da tutto il Granducato.

Frontespizio con timbro della Commissione istituita nel 1808 (Magl. 1._.115)

L’annessione della Toscana all’impero napoleonico, avvenuta il 10 dicembre 1807, e la conseguente organizzazione del territorio in 3 dipartimenti (dell’Arno, con capoluogo Firenze, dell’Ombrone, con capoluogo Siena, e del Mediterraneo, con capoluogo Livorno) costituì una svolta anche nelle politiche relative agli ordini religiosi. Dopo una fase intermedia in cui il nuovo governo rilevò lo stato di consistenza dei patrimoni e delle entrate degli istituti religiosi, il decreto imperiale del 24 marzo 1808, con le ordinanze del 16 e 29 aprile 1808,  sancì le soppressioni di abbazie, conventi e monasteri maschili e femminili. I beni dei conventi soppressi e di quelli mantenuti provvisoriamente furono inglobati nel patrimonio statale e furono affidati ai diversi dipartimenti. La necessità di dover procedere ad un riscontro tra l’inventario compilato qualche mese prima e la reale consistenza del patrimonio dei singoli conventi suggerì l’istituzione di una Commissione con l’incarico di selezionare gli oggetti più preziosi e di inventariarli, in attesa di farli trasportare  nel deposito del convento di San Jacopo Oltr’Arno, dove furono raccolti tutti i libri. Tale commissione fu istituita con un decreto della Giunta di Toscana del 6 ottobre 1808, che è il primo provvedimento in Toscana a riconoscere la tutela del patrimonio librario come per le collezioni artistiche. Il presidente della Commissione, Tommaso Puccini, già segretario dell’Accademia di belle arti e direttore delle Regie Gallerie,  fece compilare un catalogo di libri e manoscritti  provenienti dagli istituti ecclesiastici e poi assegnati alle varie biblioteche fiorentine, tra cui la Magliabechiana. I libri selezionati furono contrassegnati dal timbro della Commissione in cui è raffigurata un’aquila bianca su fondo nero con una corona circolare e l’indicazione “Conservazione degli oggetti di arti e scienze”. Successivamente (1810-1812) fu redatto un inventario di oltre ventiduemila volumi provenienti dalle biblioteche conventuali e depositati presso la biblioteca del convento di San Marco. In questo caso i volumi non furono contrassegnati dal timbro della Commissione, ma sulla carta di guardia anteriore fu indicata la provenienza e il numero d’inventario progressivo che figura nell’Indice Generale oggi conservato presso la Biblioteca dell’Accademia di Belle Arti. Infine a seguito della Restaurazione il granduca di Toscana Ferdinando III stabilì il ripristino di parte degli  ordini e delle congregazioni religiose e furono parzialmente restituiti libri di interesse religioso. I manoscritti provenienti dalle soppressioni leopoldine furono sistemati nel Fondo per classi della Magliabechiana e nel cosiddetto Fondo Nazionale, mentre i manoscritti confiscati a seguito delle soppressioni francesi costituirono il nucleo originario del Fondo Conventi Soppressi (Rossi 1998 e 2000)

Risalgono all’Unità d’Italia le 2 leggi (n. 3036 del 7 luglio 1866 e n. 3848 del 15 agosto 1867) con le quali furono privati del riconoscimento dello Stato tutti gli ordini religiosi con conseguente destinazione ad uso pubblico dei libri e dei manoscritti degli enti soppressi. I fondi manoscritti incamerati dalla Biblioteca in questa occasione furono inseriti nel Fondo Conventi Soppressi da ordinare. Per i volumi a stampa si segnala che il grosso nucleo proveniente dal convento di San Filippo Neri andò a costituire il Fondo Filippini.

Bibliografia

Biagianti  1985
Ivo Biagianti, La soppressione dei conventi nell’età napoleonica, in  La Toscana nell’età  rivoluzionaria e napoleonica, a cura di Ivan Tognarini, Napoli, Edizioni scientifiche italiane, 1985,  pp. 443-69.

Rossi  1998
Marielisa Rossi, Sulle tracce delle biblioteche: i cataloghi e gli inventari (1808-1819) della  soppressione e del ripristino dei conventi in Toscana. Parte prima, «Culture del testo», IV,   1998,  n. 2,  pp. 85-123.

Rossi   2000
Marielisa Rossi, Sulle tracce delle biblioteche: i cataloghi e gli inventari (1808-1819) della  soppressione e del ripristino dei conventi in Toscana. Parte seconda, «Culture del testo e del documento», I,  2000, n. 2,  pp. 109-145.