Il trasloco e l’inaugurazione: Domenico Fava e la sua relazione

di Riccardo Tacchinardi

Nel settembre 1938, Domenico Fava (DBI v. 45), direttore della BNCF al momento del trasloco dalla sede degli Uffizi, ritornerà, nella sua importante opera storica complessiva sulla Nazionale fiorentina (FAVA 1939), sull’argomento trasferimento, rievocando il lavoro preparatorio che permise di eseguire una verifica generale di tutte le raccolte manoscritte e a stampa.
Una ricognizione dei fondi indispensabile per le condizioni in cui si erano trovate le raccolte durante l’ultimo cinquantennio nei vecchi locali degli Uffizi, con l’aumento rapidissimo delle medesime e la crescente penuria di spazio. Questo studio analitico costituisce la parte più significativa della Relazione che Fava indirizzò al Ministro dell’Educazione Nazionale nel gennaio 1936 (FAVA 1936). Il nuovo edificio della biblioteca procedette fra ostacoli di ogni genere, compresa naturalmente la Prima Guerra Mondiale, e ci vollero più di venti anni dalla posa della prima pietra (1911) perché fossero compiuti i lavori (FAVA 19352). Solo nell’estate del 1935 Fava, direttore dal luglio 1933, fu in grado di iniziare le operazioni di trasferimento dei libri, che, per la modernità dei mezzi posti in opera e per l’ attenta organizzazione, costituì un esempio di rapidità e di precisione nel trasferimento di una grande biblioteca. In 54 giorni si traslocò dalla vecchia alla nuova sede e alla fine di giugno 1935 era già agibile una massa libraria costituita da oltre 800 mila volumi e da due milioni e mezzo di opuscoli. Ma ciò che in questa impresa colpì di più tecnici e pubblico fu il simultaneo assetto delle raccolte nei magazzini librari, tanto che alla fine del trasporto la biblioteca si poteva dire completamente in ordine e già pronta per funzionare. Un carrello appositamente ideato in alluminio dallo stesso Fava per il trasloco, colla sua leggerezza servì a risolvere i problemi riguardanti la celerità, l’ordine e la sicurezza del trasporto.
Fu fatto anche un accurato studio delle modalità di sistemazione nella nuova sede. Si trattava infatti, prima che il trasferimento si iniziasse, di dare unità e assetto materiale a tutti i nuclei librari ancora disordinati e confusi, e di risolvere poi le questioni riguardanti il coordinamento delle varie sezioni, che nella vecchia sede si trovavano sparse e disorganizzate, mentre era necessario che nella nuova venissero accentrate, com’era richiesto da ragioni storiche e bibliografiche. Questo studio preliminare servì a dare al riordinamento della suppellettile libraria il suo carattere razionale e alla biblioteca la sua organica unità. Questo per ciò che concerneva le raccolte bibliografiche.
Laborioso fu il problema dei servizi. Si dovette provvedere a tutte le esigenze che, per la condizione dei locali, nella vecchia sede non avevano trovato adeguata soddisfazione. A tal proposito va ricordata la creazione delle ampie sale riservate di consultazione, dove furono rappresentate tutte le scienze con oltre 20 mila volumi a disposizione dei lettori e dove i posti vennero aumentati da 16 a 68. Quanto ai nuovi impianti vanno ricordate la sala delle riviste e le tribune dantesca e galileiana destinate alle mostre bibliografiche. La prima si presentava con una tale modernità di assetto, che trovava pochi confronti nelle maggiori biblioteche del mondo; le seconde, dedicate esclusivamente ai libri italiani figurati del Quattrocento e alle legature artistiche, traevano importanza e bellezza dall’insuperabile quantità di monumenti esposti, fra i più pregevoli del loro genere (FAVA 1936). Nell’ottobre nella nuova sede tutto era riordinato, sistemato e pronto per la ripresa del funzionamento della biblioteca. Si inaugurava un’ampia sala di lettura comune con 136 posti, con annesse due altre sale più piccole, una per l’utenza femminile e l’altra per i laureandi con altri 38 posti; una consultazione per il pubblico nei due passaggi alla sala di lettura e al catalogo per le ricerche rapide e libere; una sala del catalogo di grande vastità con uno schedario di tipo nuovo, introdotto dallo stesso Fava per la prima volta nella tecnica bibliotecaria; un reparto dei trattati, che dava al pubblico la possibilità di trovare sempre nella biblioteca gli strumenti per qualunque ricerca; luminose, comode sale per la lettura dei manoscritti al piano superiore; mostre di grande interesse per lo studio della storia del libro, allestite in locali creati appositamente; tutto stava a dimostrare l’alta comprensione dei bisogni del pubblico e il fermo intento di dare al funzionamento generale della biblioteca agilità, armonia e notevole efficienza (FAVA 1937/1). Conclusa completamente l’opera di assetto della nuova sede, la Nazionale si riapriva il 30 ottobre del 1935 con una imponente cerimonia inaugurale, resa più solenne dalla presenza di S. M. il Re.
Per l’occasione fu allestita una mostra degli esemplari membranacei a stampa del Quattrocento esistenti nelle biblioteche italiane, accompagnata dal catalogo (FAVA 1935).

Bibliografia

FAVA 1935
DOMENICO FAVA, I libri membranacei a stampa del secolo XV esistenti nelle biblioteche pubbliche italiane, Firenze, Alinari, 1935.

FAVA 1935¹
DOMENICO FAVA, Due biblioteche auliche nella Nazionale centrale di Firenze, «Accademie e biblioteche d’Italia», 9, 1935, pp. 448-474.

FAVA 1935²
DOMENICO FAVA, La Biblioteca nazionale centrale di Firenze dalla vecchia alla nuova sede, «Accademie e biblioteche d’Italia», 1935, n. 3-4, p. 419-447.

FAVA 1935³
DOMENICO FAVA, La Biblioteca nazionale centrale di Firenze dalla vecchia alla nuova sede, in Per l’inaugurazione della nuova Biblioteca nazionale centrale di Firenze, Roma, Biblioteca d’arte editrice, 1935, pp. 1-29.

FAVA 1936
DOMENICO FAVA, I libri italiani a stampa del secolo XV con figure della Biblioteca nazionale centrale di Firenze, con un’appendice di legature, Milano, U. Hoepli, 1936.

FAVA 1937¹
DOMENICO FAVA, Il trasporto e la sistemazione della Biblioteca nazionale di Firenze nella nuova sede: luglio-ottobre 1935. Relazione a S. E. il Ministro della educazione nazionale del dott. Domenico Fava. Firenze, Tip. Il Cenacolo, 1936; 2. edizione, Firenze, 1937.

FAVA 19372
DOMENICO FAVA, La nuova sede della Biblioteca nazionale centrale di Firenze e la sua sistemazione, «Zentralblatt für Bibliothekswesen», Jahrg. 54, 1937, pp. 178-190.

FAVA 1937³
DOMENICO FAVA, Libri membranacei del Quattrocento, esistenti in Italia, «Gutenberg-Jahrbuch», 1937, pp. 55-78.

FAVA 1939
DOMENICO FAVA, La Biblioteca nazionale centrale di Firenze e le sue insigni
Raccolte, Milano, Hoepli, 1939.

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