Desiderio Chilovi

Gianna del Bono

Desiderio Chilovi (DBI v. 24), nato a Taio il 23 maggio 1835, dopo l’interruzione degli studi per motivi di salute, si dedicò allo studio del commercio librario, prima a Vienna, e quindi a Firenze, dove si trasferì nel 1856 e dove, prima di approdare alla Magliabechiana nel 1861, lavorò presso i librai editori Molini e Barbèra.
Nel 1865 tentò di tornare alle sue “occupazioni predilette”, chiedendo un periodo di aspettativa senza stipendio e iniziando a dirigere la tipografia dei Successori Le Monnier, ma il 1° novembre dello stesso anno riprese, e questa volta definitivamente, la sua attività in biblioteca. Per il resto la sua biografia coincide con una progressione lineare nella carriera bibliotecaria fino all’ultimo incarico come prefetto della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, tenuto fino alla morte il 7 giugno 1905 (DEL BONO 2003)
Se le sue capacità tecnico-organizzative emergono chiaramente dall’attività di direttore di biblioteca, di collaboratore dell’Amministrazione centrale nella riorganizzazione del sistema bibliotecario post-unitario, non è da sottovalutare l’apporto teorico alla riflessione scientifica sulla biblioteca e sui suoi meccanismi di funzionamento.
Chilovi ha della biblioteca una concezione decisamente dinamica, moderna, un approccio che non troviamo altrettanto condiviso nel panorama biblioteconomico italiano nella seconda metà dell’Ottocento, per lo meno non con la chiarezza e con l’incisività con cui emerge dalle sue riflessioni ( DEL BONO 2005). Sul piano tecnico-pratico il contributo fondamentale che Chilovi porterà ai problemi relativi all’informazione bibliografica è sicuramente la progettazione del “Bollettino delle pubblicazioni italiane”, che costituisce una concreta realizzazione del suo concetto di bibliografia nazionale corrente (DEL BONO 2002).
Per quanto riguarda la gestione della BNCF, durata circa venti anni, le linee portanti della sua azione si articolano su diversi piani: l’attenzione al profilo bibliografico delle raccolte; la coniugazione fra conservazione sistematica del materiale librario, e fruizione; l’individuazione del ruolo specifico della biblioteca come centro e motore di un sistema informativo. A quest’ultima esigenza si collegano chiaramente il progetto del “Bollettino” e quello della Sezione delle ricerche bibliografiche. Queste linee politiche saranno affiancate da un intervento complessivo di riorganizzazione e riordinamento.
Quando nel 1885 Chilovi assume la direzione della BNCF eredita una situazione abbastanza complessa. È stato abbondantemente ricostruito e sottolineato il suo impegno per risolvere uno dei problemi fondamentali, cioè la mancanza cronica di spazio. Possiamo solo aggiungere che la costruzione del primo edificio appositamente progettato, nel bene e nel male, per una biblioteca, è frutto della sua caparbietà, visto che ancora agli inizi del Novecento, il ministero insisteva per l’acquisto e il riadattamento di un palazzo storico, il palazzo Capponi (DEL BONO 2007¹).
Il riordinamento interno riguarderà l’organizzazione del lavoro, che si avvicinerà a quella che si è conservata fino ai nostri giorni, una divisione in sezioni ed uffici, dotati di un organico composto da figure professionali diverse, responsabili di attività specifiche, ma coinvolgerà in modo significativo anche le raccolte.
In questo periodo viene progressivamente abbandonato l’uso della collocazione magliabechiana per il materiale moderno, sostituita con tipologie di collocazione che rispecchiano meglio la realtà editoriale coeva. Per alcuni generi letterari si formano collezioni separate: romanzi, teatro, musica moderna, testi greci e latini. In altri casi collocazioni già in uso vengono razionalizzate, sulla base del criterio del formato (DEL BONO 2007²).
Nel riordinamento generale delle raccolte si inserisce anche l’impianto delle pubblicazioni minori o gruppi, ma assume un significato più profondo coniugandosi strettamente alla politica delle collezioni che si articolava su tre punti: raccolta e conservazione sistematica di tutta la produzione editoriale nazionale, progressivo completamento delle collezioni retrospettive e acquisizione della produzione straniera più significativa
Il lavoro di riordinamento di questa porzione delle raccolte della BNCF non viene impiantato ex novo, ma si innesta in una situazione preesistente. Già in precedenza era invalso l’uso di non catalogare e di ordinare grossolanamente, per ordine alfabetico di autore o di luogo, le pubblicazioni di scarsa consistenza, considerate di poco valore. Dalla semplice pratica di accantonare materiale bibliografico ingombrante e difficile da gestire si passa gradualmente alla formazione di una collezione organica, vitale ancora ai nostri giorni. Fa da pendant alla sezione dei gruppi il progetto dell’Archivio della letteratura italiana, e soprattutto la sezione dei carteggi, che si configura come il logico supporto documentario alle raccolte moderne a stampa.
I risultati di tale politica furono positivi: in quegli anni, pur fra mille difficoltà di carattere economico, l’incremento fu consistente. Affluirono in biblioteca decine di carteggi di contemporanei; si accrebbero le raccolte dei manoscritti orientali e dei Galileiani; furono acquistati strumenti di erudizione, ancora oggi utilizzati, come il Poligrafo Gargani; acquisite collezioni librarie famose (Rossi-Cassigoli, Miscellanea Capretta, etc.), ma anche nuclei librari meno conosciuti (tremila opere storiche appartenute a Pompeo Litta).
Sull’altro versante Chilovi utilizza al massimo lo strumento del cambio, incentrandolo sul “Bollettino”. La possibilità di utilizzare il “Bollettino” per attuare una politica sistematica di cambio, ma anche i suoi contatti capillari con il mondo delle biblioteche a livello internazionale, dettero sicuramente buoni risultati consentendogli, fra l’altro di impiantare anche nuove collezioni, come la raccolta delle tesi delle università di Germania, di Francia, Svezia e Norvegia.
Un altro importante problema che Chilovi si trova ad affrontare al momento in cui assume la direzione della BNCF è quello dell’unificazione dei vari cataloghi per autore, che si erano andati stratificando nel tempo. Pur essendo convinto che il catalogo alfabetico di una biblioteca avrebbe dovuto essere unico, di fatto Chilovi approda ad un’altra soluzione, l’impianto di un nuovo catalogo. Il nuovo catalogo alfabetico a schede non è comunque l’unico ad essere impiantato: è da collocare in questo periodo l’avvio del catalogo della musica moderna a stampa, e probabilmente anche quello delle carte geografiche. Altri cataloghi speciali di cui è attestata l’esistenza in questo arco di tempo, ma di cui non è rimasta traccia, erano legati ad alcune sezioni dei gruppi, come ad esempio le memorie legali ed i cataloghi librari (DEL BONO, 1996 e 2002).

Bibliografia

DEL BONO 1996
GIANNA DEL BONO, I cataloghi della Biblioteca nazionale di Firenze, «Culture del testo», II, 1996, 6, pp. 27-41.

DEL BONO 2001
G.IANNA DEL BONO, Per una storia della Bibliografia nazionale italiana. Desiderio Chilovi e i primi quindici anni di vita del “Bollettino” (Parte Prima), «Culture del testo e del documento», 2001, settembre-dicembre, p. 5-82.

DEL BONO 2002
GIANNA DEL BONO, La biblioteca professionale di Desiderio Chilovi. Bibliografia e biblioteconomia nella seconda metà dell’Ottocento, Manziana, Vecchiarelli, 2002.

DEL BONO 2003
GIANNA DEL BONO, Desiderio Chilovi, «Accademie e biblioteche», n.s., gennaio-giugno 2003, pp. 3-32.

DEL BONO 2005
GIANNA DEL BONO, Introduzione a Desiderio Chilovi, Scritti scelti editi ed inediti, a cura di Gianna Del Bono, Firenze, Le Lettere, 2005, p. VII-XCI.

DEL BONO 2007¹
GIANNA DEL BONO, Desiderio Chilovi. Per una biografia professionale, in Il sapere della nazione. Desiderio Chilovi e le biblioteche pubbliche nel XIX secolo: atti del convegno, Trento, 10-11 novembre 2005, a cura di Luigi Blanco e Gianna Del Bono, Trento, Provincia autonoma di Trento, Soprintendenza per i beni librari e archivistici, 2007, p. 3-23.

DEL BONO 2007²
GIANNA DEL BONO, Per la storia del sistema delle collocazioni nella BNCF, in Una mente colorata. Studi in onore di Attilio Mauro Caproni per i suoi 65 anni, promossi, raccolti e ordinati da Piero Innocenti, curati da Cristina Cavallario, Roma, Il libro e le letterature; Manziana, Vecchiarelli, 2007, pp. 997-1017.