Aspetti e problemi della Biblioteca Nazionale in un dibattito parlamentare del 1869

di Giuseppe Ferrini

Fin dall’origine del nuovo Stato unitario è rilevante il problema relativo alla riorganizzazione complessiva e al coordinamento delle biblioteche presenti sul territorio nazionale, con particolare attenzione all’idea “di una biblioteca nazionale (realizzata con l’istituzione della Biblioteca Nazionale fiorentina) capace di esprimere l’unità culturale della nuova Italia” (TRANIELLO 1997). La lettura di alcuni brani tratti dalla Relazione alla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, Ministero istruzione pubblica, tornata del 1 febbraio 1869, e dalla successiva discussione, fornisce utili spunti di riflessione su alcuni temi che ricorrono in numerosi interventi: la consapevolezza dell’importanza del patrimonio librario ereditato dagli stati preunitari e, allo stesso tempo, l’esiguità dei fondi da destinare ad un’azione di riordino complessivo e di coordinamento.
Il relatore Angelo Messedaglia (1820-1901), giurista veneto studioso di Omero, traduttore del poeta americano Longfellow e, cosa quasi inaudita, politico schivo che rifiutò di fare il ministro per non abbandonare gli studi, pur sottolineando la maggiore importanza acquistata dalla Biblioteca fiorentina dopo il trasferimento della capitale in Toscana, lamenta che “contuttociò la sua dotazione, che era ancora di 21,431 lire nel 1863, e che sotto il Governo granducale, per le due biblioteche, la Magliabechiana e la Palatina, saliva in complesso a 40, 50 e più mila lire l’anno, secondo il bisogno (principalmente per la Palatina), si trova ora ridotta a 16,306 53 [per il materiale]; ed è di fatto che essa riesce del tutto insufficiente. Detratta ogni altra spesa … sono appena poche centinaia di lire che si possono mettere da banda per acquisto di nuovi libri. Nell’anno 1867 sarebbero state lire 712 e centesimi 67 … Uno de’ principali periodici inglesi notava a questo proposito che la biblioteca circolante di qualche modesta città di provincia in Inghilterra dispone di tre o quattro volte tanto”. Messedaglia conclude questo capitolo della sua relazione proponendo un aumento complessivo di stanziamento, per le 17 biblioteche statali, di lire 20.000 da sottrarre alle spese per l’istruzione elementare.
Inoltre, anche a nome della Commissione, dà alcuni suggerimenti di politica bibliotecaria, il più interessante e attuale dei quali consiste nella divisione dei compiti fra i vari istituti: “Oggi, per le nostre biblioteche, al fatto di una dotazione insufficiente si aggiunge anche quello che comperano tutte presso a poco i medesimi libri, e mancano tutte insieme dei rimanenti”.
Alla discussione sulla relazione Messedaglia, seguita nella tornata del 28 maggio 1869, portarono il proprio contributo, pur non aggiungendo nulla al quadro già delineato dal relatore, gli on. Floriano Del Zio, professore di filosofia lucano, e l’on. Filippo De Boni, giornalista. Quest’ultimo, pur riconoscendo l’importanza di tutte le biblioteche afferma che “a tutte bisognerebbe porgere aiuto: ma questo non potendosi fare oggidì, soccorriamone due, la biblioteca Magliabechiana e la Laurenziana … Nel 1865, per il fatto del trasferimento della capitale, dall’essere la prima biblioteca della Toscana, essa [la Magliabechiana] è diventata la prima del regno, la biblioteca in verità nazionale. Credete voi che per questo vi abbia guadagnato? No. Quando le due biblioteche [Magliabechiana e Palatina] erano divise, avevano per il materiale [escluso, quindi, il personale] una dotazione annua di lire 50 mila incirca; ora che sono riunite, e la loro importanza è cresciuta, perdettero; la biblioteca nazionale non ha che 16 mila lire per il materiale. Dimodochè, detratte le spese di scaffali, di associazioni obbligatorie, le indispensabili legature, e via dicendo, l’anno trascorso la biblioteca nazionale, la prima del regno, aveva 712 lire da spendere in nuovi libri … E notisi che vi accorrono da trecento studiosi al giorno; vanta visitatori da ogni parte d’Europa …”.
De Boni propone di “assegnare alla biblioteca Magliabechiana 30 mila lire per il materiale …” e aggiunge “Io noterò, e senza amarezza, ma mi sento in obbligo di notarlo, che abbiamo aggravato il Tesoro di lire 90,000 per i gran comandi, e forse, e senza forse, queste lire 90,000 non basteranno. Non troveremo noi un 33,000 per il nostro decoro, per l’amore agli studi, per la decenza?”

Bibliografia

TRANIELLO 1997
PAOLO TRANIELLO, La biblioteca pubblica. Storia di un istituto nell’Europa contemporanea. Bologna, Il mulino, 1997.