Dai primi schemi italiani di classificazione ad oggi: il ruolo della BNCF

di Laura Crociani

“Sarebbe da studiare […] la catalogazione di tipo decimale, per poter lanciare le nostre schede anche in quegli Stati che l’adottano già», così si esprime Irma Merolle Tondi, direttrice della Biblioteca nazionale centrale di Firenze, nel 1956 (MEROLLE TONDI 1956). Prende così avvio la moderna applicazione in Italia della Dewey decimal classification (DDC), uno dei più diffusi sistemi di classificazione bibliografica, nata nel 1876 a fini di collocazione e adatta ad ordinare per argomento le schede di cataloghi o ad organizzare registrazioni in una bibliografia. Più nello specifico si addentra Alberto Giraldi, successivo direttore della BNCF, riguardo all’ordinamento delle schede con la classificazione decimale: le opinioni circa il numero utile di cifre, sono discordi e Giraldi sostiene che tre cifre, non sufficienti per schede inserite in un catalogo sistematico complesso e analitico, sono «più che sufficienti per l’ordinamento delle schede nella bibliografia nazionale e per la creazione di cataloghi sistematici». Suggerisce, tuttavia, alle singole biblioteche specializzate il completamento della notazione secondo le proprie necessità (GIRALDI 1958). In tempi successivi, quando le classi attribuite ai singoli documenti diventeranno integrali, il concetto verrà ribadito e attualizzato da Diego Maltese e uno schema ridotto verrà impiegato nella distribuzione delle schede nel fascicolo della BNI, «per ricercare una validità complessiva e sostanziale coerenza» (MALTESE 1989).
Proprio nel 1958, la BNCF, nel suo ruolo di Agenzia bibliografica nazionale, avvia la redazione della nuova Bibliografia nazionale italiana con schede ordinate in sequenza in base alle notazioni della Classificazione Dewey. Per la prima annata si usano le notazioni della 15. edizione, in genere numeri a tre cifre, e le intestazioni delle classi sono adattate caso per caso al soggetto. Lo stesso dicasi per i fascicoli del ’59, basati sulla 16. edizione. Nel ’61, la BNI standardizza le vedette attribuite nelle annate precedenti elaborando uno Schema di classificazione ridotto, basato sulla 16. edizione e utilizzato fino al ’67. Nel ’68 adotta la 17. edizione americana che, due anni dopo, sarà la base per la seconda edizione dello Schema a cui segue una terza edizione del ’77, derivata dalla 18. americana. Queste ̉cosiddette ‘tavolette’ non contengono una traduzione del testo originale, ma notazioni utilizzate dall’agenzia bibliografica come strumento di lavoro. Le schede della BNI, a disposizione delle biblioteche italiane, diventano mezzo di diffusione dello Schema.
Nel 1986 la BNI, polo pilota di SBN, decide di adottare le edizioni integrali della DDC, anche in mancanza di un’edizione italiana. Con la 19. edizione americana appronta un “archivio in linea delle classi Dewey del Polo BNCF, costituito dai numeri presenti nelle tavole […] opportunamente decodificati” (PARADISI 2003). Con l’adozione di standard ufficiali, il gruppo BNI svolge un ruolo di riferimento all’interno di SBN, si cimenta con «la struttura del catalogo classificato in linea, la standardizzazione del linguaggio nelle vedette, il corretto uso dei termini […] percorso necessario per approfondire la conoscenza e la pratica della DDC» (RICCI 2001). Collabora con il Centro elaborazione dati (CED) della BNCF nell’ideazione dei programmi SBN per gli archivi delle classi. Nel 1994 adotta la 20. edizione Dewey, prima edizione italiana integrale, pubblicata nel ’93, curata da Luigi Crocetti e Daniele Danesi.
Un’ulteriore svolta avviene quando la BNI diventa essa stessa curatrice, con il coordinamento di Luigi Crocetti, delle edizioni italiane: la 21. (pubblicata nel 2000), la 14. edizione ridotta (pubblicata nel 2006) e la 22. (pubblicata nel 2009). Un impegno possibile per la competenza scientifica maturata a diretto contatto con la produzione editoriale nazionale. Attualmente la BNI impiega DDC 22. e DDC 14. ridotta per alcune sue serie (DEWEY 2006). Come sempre, per nuove edizioni, sono elaborati programmi di adeguamento dell’archivio classificato SBN (GIUNTI 2001). A beneficio dei partner di SBN, la BNI aggiorna gli archivi delle classi e la loro traduzione verbale, con attenta selezione dei termini usati, per facilitare la ricerca nell’Opac, peraltro arricchita dall’interoperabilità «fra gli equivalenti verbali dei numeri di classificazione e i termini d’indicizzazione per soggetto, obiettivo posto dal Nuovo soggettario che prevede l’indicazione del numero DDC interdisciplinare per ogni termine strutturato» (GIUNTI 2005). Di future edizioni della DDC si occupa il settore Ricerche e strumenti di indicizzazione semantica che, sulla base di un recente studio di fattibilità, potrà seguire lo sviluppo di versioni online di un Web Dewey destinato all’intero sistema dei servizi bibliografici italiani.
Questo impegno di anni è stato sostenuto dal confronto creativo sul piano internazionale, attraverso stimolanti rapporti con la redazione americana della DDC, con i curatori di altre versioni nazionali, e grazie alla presenza della BNCF in commissioni dell’IFLA e di comitati europei.

Bibliografia

DEWEY 2006
MELVIL DEWEY, Classificazione decimale Dewey ridotta e Indice relativo, a cura della Biblioteca nazionale centrale di Firenze; curatori Silvia Alessandri e Albarosa Fagiolini, Roma, AIB, 2006.

GIRALDI 1958
ALBERTO GIRALDI, [intervento] in XI Congresso nazionale dell’Associazione italiana per le biblioteche, Roma, F.lli Palombi 1958, pp. 179-184.

GIUNTI 2001
MARIA CHIARA GIUNTI, In SBN con Dewey: il catalogo classificato del Polo della Biblioteca nazionale centrale di Firenze, «Bollettino AIB», vol. XLI, 2001, n. 1, pp. 31-45.

GIUNTI 2005
MARIA CHIARA GIUNTI, DDC 22 novità nella continuità: navigare con Dewey fra web e opac, in Dewey da 21 a 22, Roma, AIB, 2005, pp.31-37.

MALTESE 1989
DIEGO MALTESE, Presentazione, in Paola Gibbin, M. Chiara Giunti, Anna Lucarelli, Di libro in libro: la classificazione Dewey in 370 esempi commentati, Manziana, Vecchiarelli 1989.

MEROLLE TONDI 1956
IRMA MEROLLE TONDI, La schedatura centrale delle pubblicazioni italiane, in X Congresso nazionale dell’Associazione italiana per le biblioteche e Convegno internazionale sul restauro del libro antico, Trieste, 18-22 giugno 1956, Roma, F.lli Palombi 1956, pp. 109-114.

PARADISI 2003
FEDERICA PARADISI, Classificazione Dewey fra tradizione e innovazione, «Bibliotime», VI, 2003, n. 1, pp. 31-45.

RICCI 2001
MARTA RICCI, La DDC e la Bibliografia nazionale italiana in Dewey da 20 a 21, a cura del Gruppo di lavoro della Bibliografia nazionale italiana, Roma, AIB, 2001.

Aggiornato a Dicembre 2011