ll Bollettino: il passato del nostro presente

di Isabella Melozzi

Il Bollettino bibliografico delle pubblicazioni italiane ricevute per diritto di stampa nacque il 15 gennaio 1886 in base all’art. 62 del Regolamento per le biblioteche pubbliche del 1885; l’articolo assegnava la sua redazione alla Biblioteca Nazionale di Firenze, che doveva redigerlo periodicamente, diviso per materie.
Il Bollettino fu voluto da Desiderio Chilovi, che dieci anni prima della sua fondazione, aveva già abbozzato in modo quasi definitivo il progetto del repertorio, ne aveva studiato la struttura e gli scopi, soprattutto la funzione fondamentale di censire sistematicamente la produzione editoriale italiana descrivendo le pubblicazioni con criteri di uniformità e coerenza. Il progetto del Bollettino rispondeva anche alla necessità di coesione e crescita culturale in un’Italia che da poco aveva raggiunto l’unità politica e amministrativa; solo una bibliografia nazionale, guida indispensabile per chi studia la vita di un paese, e anche parte di una più vasta bibliografia universale, poteva garantire la circolazione effettiva dell’informazione bibliografica contribuendo a rimuovere l’isolamento della cultura italiana e favorendone l’inserimento in un contesto internazionale.
Non è qui il caso di ridisegnare un panorama già ampiamente tracciato in pagine frutto di un lavoro documentatissimo (Del Bono, 2002), se non per sottolineare ancora una volta il fatto che il Bollettino non nacque senza storia. E, quando nacque, nacque «sotto buona stella» (Chilovi, 1903); appena due anni dopo, nel 1888, fu presentato all’Esposizione di Parigi e, confrontato con pubblicazioni simili «di 28 nazioni, non dico di 28 città» (Chilovi, 1903), fu giudicato uno dei migliori.
Il Bollettino, la cui redazione fu affidata da Chilovi al sottobibliotecario Gaetano Cini, uscì nei primi anni a cadenza quindicinale in accordo alla sua natura di bibliografia corrente; poi dal 1901 mensile, perché anche per il Bollettino, pur nato sotto una buona stella, «dovevano venire i giorni tristi» (Chilovi, 1903), cioè aspri contrasti per l’ottusità burocratica e per la difesa di spazi di autonomia professionale che segnarono la vita del repertorio.
I fascicoli della testata fiorentina erano composti da una parte dedicata alle descrizioni bibliografiche e da un’altra con numerazione romana ad indicare la sua natura autonoma rispetto alla sezione bibliografica più consistente, e in cui comparivano vari supplementi specificati nei singoli fascicoli. Il frontespizio e un apparato di indici completavano le singole annate.
In occasione del centenario della fondazione del Bollettino la Biblioteca Nazionale curò una pubblicazione sul repertorio che ne descrive le annate e ne rappresenta diacronicamente la struttura, illustrando l’evoluzione nel tempo della testata fiorentina; ne emerge uno studio esaustivo per una presentazione del Bollettino e fondamentale per la sua consultazione (Biblioteca Nazionale Centrale  Firenze 1988). Può essere di qualche interesse, tuttavia, rimarcare un elemento caratterizzante il Bollettino stesso: la presenza, per circa un quarantennio dalla sua fondazione, della sezione Notizie (nelle pagine a numerazione romana) che comprendeva una serie di rubriche in cui si raccoglievano notizie varie, interessanti per gli studiosi e per il personale stesso delle biblioteche.
Attraverso queste rubriche, che non hanno la stessa durata di vita nei quarant’anni della sezione, circolavano informazioni sull’attività catalografica e sui cataloghi delle biblioteche del Regno, notizie collegate al dibattito e agli studi internazionali, recensioni delle novità del mondo bibliotecario, segnalazioni delle principali pubblicazioni bibliografiche e biblioteconomiche edite in Italia e all’estero, resoconti dei convegni internazionali, informazioni sui regolamenti delle biblioteche, sui concorsi, sul personale con nomine, promozioni, trasferimenti, e necrologi.
Un indice cumulativo di tutte le notizie comparse dal 1886 al 1925 viene fornito dal lavoro della Biblioteca sopra citato.
Scorrere le sue voci restituisce la vitalità del nostro passato, e rimanda istantanee di vita e attività che stabiliscono una speciale comunicazione tra passato e presente: l’elenco dei trentasette impiegati della Biblioteca Nazionale di Firenze in servizio attivo nel 1886; la notizia della visita nel 1893 alle biblioteche di Germania, Austria e Svizzera per studiarne gli ordinamenti e i metodi di lavoro dell’«egregia signora Giulia Sacconi nei Ricci», sottobibliotecaria della Marucelliana di Firenze; la notizia del corso del 1894 di biliografia pratica tenuto dal bibliotecario dott. Puliti della Braidense di Milano per i giovani desiderosi di diventare commessi di libreria affinché «portino nel commercio librario italiano tutto quel corredo di cognizioni pratiche e scientifiche che rendono il libraio l’aiuto dello studioso»; l’annuncio di letture fatte durante il 1915 nelle principali biblioteche governative per i soldati feriti, reduci dal fronte, iniziativa che ebbe largo e immediato consenso; i necrologi che riferendosi sempre, ad eccezione di alcuni letterati illustri, agli impiegati delle biblioteche italiane e anche straniere, esprimevano e contribuivano a formare un forte legame di appartenenza.
Il Bollettino racconta così, anche attraverso questa dimensione di memoria, i primi settant’anni di una lunga storia ancora attuale, la storia della bibliografia nazionale, continuata dal 1958 dalla Bibliografia Nazionale Italiana.

Bibliografia

Del Bono  2002
Gianna Del Bono
, La biblioteca professionale di Desiderio Chilovi. Bibliografia e biblioteconomia nella seconda metà dell’Ottocento, Manziana, Vecchiarelli, 2002.

 Chilovi  1903
Desiderio Chilovi
, L’archivio della letteratura italiana e la biblioteca nazionale centrale di Firenze, Firenze,  Bemporad, 1903.

Biblioteca Nazionale Centrale  Firenze 1988
Il Bollettino delle pubblicazioni italiane ricevute per diritto di stampa. Scheda bibliografica nel centenario della fondazione, Firenze, presso la Biblioteca, 1988.

Aggiornato a Dicembre 2011