L’informazione bibliografica prima del “Bollettino”

di Antonella Lumini

Nei primi secoli della stampa per ‘bibliografia’ si intende l’attività volta a compilare repertori di erudizione il cui fine sia quello di dar vita a una sorta di biblioteca virtuale di vaste aree della produzione libraria, come dimostra il monumento simbolo, la Bibliotheca universalis di Konrad Gesner (GESNER 1545). Già nel Seicento, data la necessità di aggiornare i repertori, compare il termine bibliografia per indicare l’informazione relativa alla produzione corrente, ma è fra Settecento e Ottocento, con la produzione di cataloghi di vendita, che si cominciano a formulare notizie più agevoli. Furono i librai parigini ad affinare la “tecnica di catalogazione e classificazione dei libri che chiamarono bibliografia (BALSAMO 1995). La bibliografia tipografica, volta a descrivere libri antichi, si separerà così dalla bibliografia generale il cui scopo sarà quello di produrre strumenti di informazione a carattere generale capaci di documentare la produzione editoriale di aree geografiche nazionali. Nei vari paesi europei gli editori iniziarono a pubblicare su riviste le prime bibliografie generali. Fa eccezione la Francia la cui “Bibliographie de la France”, fin dal 1811 costituisce l’”esempio soggettivamente più consapevole di una bibliografia nazionale come atto di governo (INNOCENTI – MALTESE 1988).
I tentativi di produrre anche in Italia una bibliografia nazionale procedono di pari passo con la nascita del nuovo stato unitario. Anche qui saranno gli editori a pubblicare su periodici le novità correnti (CRISTIANO 1991; MARTINUCCI 1994, n. 436-458).
La prima rivista italiana di bibliografia corrente può considerarsi la “Bibliografia italiana. Ossia giornale generale di tutto quanto si stampa in Italia”, pubblicata a Parma presso la Tipografia Granducale da Francesco Pastori tra il 1828 e il 1829. Più duratura la “Bibliografia italiana” (SERRAI 1999), mensile pubblicato a Milano da Giacomo Stella dal 1835 al 1846, primo repertorio nazionale di edizioni stampate in Italia e di quelle in lingua italiana stampate all’estero. Tra il 1844 e il 1845 Giuseppe Pomba, nell’intento di realizzare a Livorno un centro nazionale del commercio librario, diede vita al “Bollettino bibliografico dell’Emporio librario”, quindicinale, poi settimanale, di pubblicazioni recenti o giacenti. Vi è poi il “Giornale generale della bibliografia italiana”, stampato a Firenze da Giacomo Molini tra il 1861 e il 1865, mensile ispirato alla Bibliographie de la France.
Non sono questi però a poter essere considerati gli antenati del “Bollettino delle pubblicazioni italiane ricevute per diritto di stampa”, quanto piuttosto l’esperienza quasi ventennale della “Bibliografia italiana” prodotta dall’Associazione tipografico-libraria” (DEL BONO 2001). Solo con la realizzazione dell’unità nazionale si rese possibile l’intervento dello stato. Negli anni 1863-1864 il primo tentativo di bibliografia corrente ufficiale è l’ ”Annuario bibliografico italiano” pubblicato dal Ministero della Pubblica istruzione sulla base degli esemplari d’obbligo trasmessi dalle Procure. Nel primo numero si legge: “Due mezzi diretti si offrivano ai Compilatori; quello dei Procuratori del Re, a’ quali per la legge della stampa debbono notificarsi tutte le opere che vengono alla luce; e quello degli Editori (MINISTERO DELL’ISTRUZIONE PUBBLICA 1863). Segue tra il 1867 e il 1869, negli anni di Firenze capitale, la “Bibliografia d’Italia”, mensile pubblicato a Torino-Firenze e realizzato dall’accordo del Ministero con gli editori Bocca, Loescher e Münster. Fu modellata sulla “Bibliographie de France” con la suddivisione in due parti: bibliografia e avvisi. La bibliografia comprendeva periodici e pubblicazioni estere, era fornita di indice generale e di un indice metodico in venti classi. E’ a partire da questa iniziativa, quindi dal 1867, che la BNF assume un ruolo centrale: “si pubblicava per iniziativa privata, una bibliografia ‘compilata sui documenti comunicati al Ministero dell’istruzione pubblica’, cioè con le schede della Biblioteca nazionale di Firenze (INNOCENTI – MALTESE 1988). L’iniziativa si consolidò solo con la nascita nel 1869 a Milano dell’Associazione libraria italiana, dal gennaio 1872 chiamata poi Associazione tipografico-libraria. Ebbe sede a Firenze fino al 1875 e pubblicò in continuità con la “Bibliografia d’Italia”, la “Bibliografia italiana”, tanto che il primo numero reca l’indicazione di annata IV. Può considerarsi la prima vera e propria bibliografia corrente italiana che salda fra loro le esigenze di circolazione dell’informazione libraria con la necessità di una ricognizione ufficiale della produzione editoriale del nuovo stato italiano. Dal 1886, e almeno fino al 1903, la parte bibliografica della rivista, si affiancherà, con diversa testata, al “Bollettino.”

Bibliografia

BALSAMO 1995
LUIGI BALSAMO, La bibliografia, Milano, Sansoni, 1995

CRISTIANO 1991
FLAVIA CRISTIANO, Riviste di bibliografia corrente nell’Ottocento italiano, «Nuovi annali della Scuola speciale per archivisti e bibliotecari», 5, 1991, p. 141-161.

DEL BONO 2001
GIANNA DEL BONO, Per una storia della Bibliografia nazionale italiana. Desiderio Chilovi e i primi quindici anni di vita del “Bollettino” (Parte Prima), «Culture del testo e del documento», 2001, settembre-dicembre, p. 5-82.

GESNER 1545
KONRAD GESNER, Bibliotheca universalis, Tiguri, Froschover, 1545.

INNOCENTI – MALTESE 1988
PIERO INNOCENTI – DIEGO MALTESE, Cento anni dalla nascita di una bibliografia nazionale, in Bollettino delle pubblicazioni italiane ricevute per diritto di stampa. Scheda bibliografica nel centenario della fondazione, Firenze, presso la Biblioteca, 1988, p. 5-6.

MARTINUCCI 1994
ANDREA MARTINUCCI, Guida alla bibliografia internazionale, Milano, Editrice Bibliografica, 1994.

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE PUBBLICA 1863
MINISTERO DELL’ISTRUZIONE PUBBLICA (a cura), Annuario bibliografico italiano, Torino, Cerutti e Derossi, 1863-1864.

SERRAI 1999
ALFREDO SERRAI, Storia della bibliografia, X, Roma, Bulzoni, 1999.

Aggiornato a Dicembre 2011