Disegnare il futuro

di Maria Letizia Sebastiani

Dal 22 dicembre 1861, quando un Regio Decreto sanciva, tramite l’unione della Biblioteca fondata dall’erudito Antonio Magliabechi con la grande Biblioteca Palatina (costituita da Ferdinando III di Lorena e continuata dal suo successore Leopoldo II), la nascita della Biblioteca Nazionale del neonato Regno d’Italia, la Biblioteca Nazionale, poi Centrale, di Firenze ha rappresentato – attraverso l’immenso valore culturale delle sue raccolte, arricchitesi nel tempo con le testimonianze storiche, letterarie, artistiche, filosofiche e scientifiche di un intero popolo – l’equilibrio tra passato e presente, tra il suo ruolo di conservazione e tutela della memoria storica della Nazione da una parte e l’adesione al nuovo sia nel campo delle idee sia in quello delle tecniche dall’altra.
Dovendo tracciare il percorso nel futuro prossimo di quello che è sicuramente l’Istituto Bibliografico più importante del Paese, ritengo, dunque, che la Biblioteca da una parte si porrà nella scia delle linee già tracciate dai suoi compiti istituzionali mentre dall’altra continuerà ad accettare le sfide che le verranno via via proposte. La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (BNCF), pertanto, proseguirà nella redazione della storica Bibliografia Nazionale Italiana (BNI) e curerà l’implementazione del Nuovo Soggettario sperimentando anche nuove forme di indicizzazione per l’editoria italiana elettronica e per le risorse digitali di varia natura disponibili sul web così come continuerà ad occuparsi della traduzione della Classificazione Decimale Dewey (CDD); porterà avanti il suo ruolo di Emeroteca Nazionale implementando le sue collezioni e recuperando, grazie alle nuove tecnologie digitali, quanto portato via dalla furia dell’Arno; si dedicherà alla catalogazione e gestione del suo sempre più cospicuo e notevole materiale librario e documentario e, in particolare, di quello cosiddetto “minore”, importantissima fonte di ricerca soprattutto nel campo della storia moderna e contemporanea e della civiltà in genere; continuerà ad assicurare la sua partecipazione altamente professionale ai progetti europei di indubbia rilevanza. D’altra parte investirà sempre di più non solo nella conservazione e nella tutela del patrimonio librario e documentario, ma anche nella conservazione delle memorie digitali sia native originali sia frutto di riproduzioni. In questo ambito si collocheranno anche i recenti progetti che vedono impegnata la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze nel settore della digitalizzazione di parte delle proprie raccolte, e in particolare il Progetto ProQuest e il Progetto Google, che, nella loro diversità oggettiva, avranno come fine comune la disponibilità e la visualizzazione in rete dell’immenso e notevole patrimonio della Biblioteca e non solo della stringa di ricerca. La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, del resto, è impegnata, in quanto Archivio nazionale della produzione editoriale italiana, insieme con la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, con la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia e con la Fondazione “Rinascimento Digitale”, in un progetto di fruizione e conservazione delle memorie digitali denominato “Magazzini digitali”, che ha come scopo, accanto alla consultazione di tale materiale, la sua conservazione in depositi certificati, che rispondono a determinati requisiti di sicurezza e di qualità. La Biblioteca ha anche accettato la sfida dei nuovi strumenti mediatici nella consapevolezza, propria di tutte le biblioteche, che Internet non distruggerà né renderà inutili i servizi da loro offerti. Infatti una cosa è l’informazione veloce, immediata e di consumo soddisfatta dalla rete, un’altra è la ricerca, l’informazione profonda e duratura, frutto di ricerche catalografiche e bibliografiche. Pertanto i due diversi approcci saranno complementari ma non alternativi.
Nel futuro della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze un ruolo particolare continuerà ad avere il glorioso Laboratorio di restauro, sorto all’indomani dell’alluvione del 1966, cui spetterà il compito di acquisire e far acquisire la consapevolezza effettiva e non superficiale che il suo futuro è nella prevenzione e nella conservazione piuttosto che nel restauro, nell’educazione degli utenti ad un uso più attento delle collezioni librarie e del personale di biblioteca alla manipolazione dei libri e al loro stoccaggio nei depositi, fino ad arrivare al momento preventivo per eccellenza ovvero la diffusione capillare del Piano di emergenza per le collezioni della Biblioteca, già delineato di concerto con la Protezione Civile, nel caso di una nuova esondazione dell’Arno. Nel tempo breve, considerata l’allarmante contrazione del personale, gli sforzi saranno rivolti a delineare itinerari storico-didattici, indirizzati alle scuole e ai cittadini, che ripropongano in modo sia scientifico sia divulgativo l’affascinante mondo della nascita del libro quale manufatto, testimone delle civiltà che lo hanno prodotto, in un excursus che va dal manoscritto al fumetto, attraverso il contatto diretto, materiale con l’oggetto libro.
La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze affronterà anche, come già detto, nuove sfide.
Tra gli impegni a breve termine si annovera la costituzione di un Centro di ricerca sulle materie teatrali e musicali presso il complesso di Sant’Ambrogio, di proprietà della Biblioteca, con il fine di raccogliere, conservare, rendere fruibili in maniera più generale (e non solo quindi da parte di un pubblico di studiosi e di musicisti), digitalizzare e valorizzare le collezioni librarie e documentarie inerenti alle materie teatrali e musicali conservate presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e nella Biblioteca del Teatro della Pergola – attualmente acquisite dalla Biblioteca Nazionale Centrale in seguito alla soppressione dell’Ente Teatrale Italiano (ETI), già proprietario della Biblioteca del Teatro della Pergola, primo teatro all’italiana (1656) – e quelle di proprietà della Regione Toscana. Nel Centro verrà attivato il Progetto Audioteca, che permetterà agli utenti di ascoltare per intero, in virtù di un accordo con gli aventi diritto, il patrimonio sonoro posseduto dall’Istituto per i Beni Sonori e Audiovisivi e già digitalizzato, e il patrimonio visivo del medesimo Istituto in corso di digitalizzazione.
Nel breve termine si potrebbe ipotizzare anche una serie di interventi atti valorizzare il fondo dei fumetti, creato nel 1968, quando il genere non era considerato nemmeno paraletteratura, ma cominciava ad emergere. La raccolta della Biblioteca, che comprende comics dagli anni Trenta del secolo scorso, è al momento esclusa dalla lettura e non risulta in OPAC nonostante la sua importanza storico-artistica.
Altra sfida particolarmente interessante, in parte collegata, potrebbe essere il settore dei libri per ragazzi, caratterizzato da una grande disomogeneità: si va da racconti o romanzi pensati per un pubblico giovanile, alle edizioni rivedute dei classici per adulti, da libri di solo testo a libri illustrati, dai fumetti ai libri composti da sole illustrazioni per citare solo alcune tipologie. In seguito all’evoluzione dei linguaggi e al consolidarsi di sempre più nuove tecnologie, il libro per ragazzi sta vivendo da molti anni una fase di forte espansione, grazie anche ad un mercato editoriale innovativo e interessante. Alcuni di questi prodotti si presentano con un perfetto equilibrio di materiali, colori e caratteri; altri sono dei prodotti di serie, dal contenuto effimero. Tuttavia ognuno di questi rappresenta un tassello nella storia della editoria e ci fornisce informazioni utili a tracciare un quadro della storia editoriale e culturale del nostro Paese. Proprio per il loro valore storico questi libri andrebbero conservati e da tempo ci si augura che anche in Italia si arrivi ad avere, come negli altri paesi europei e non, un centro nazionale per la raccolta, lo studio, la promozione e la valorizzazione del libro per ragazzi. Se è vero che negli anni passati la Bibliografia Nazionale Italiana includeva nella sua casistica di esclusioni una parte considerevole della produzione editoriale rivolta ai ragazzi, oggi, al contrario, si registra un crescente interesse a tale materiale, come dimostra la pubblicazione de La Bibliografia nazionale dei libri per ragazzi, in collaborazione con LiBeR. In questa ottica, dunque, considerando sia che, accanto ai prodotti librari tradizionali, il mercato editoriale offre oggi anche molti supporti audiovisivi e digitali e che la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze ha avviato da tempo progetti mirati alla conservazione di tali supporti, sia che l’Istituto conserva un notevole patrimonio storico in tale settore editoriale e che è garante dell’ Archivio nazionale della produzione editoriale italiana, ai sensi della normativa italiana sul deposito legale, nulla osta che in futuro si potrebbe individuare nella Biblioteca stessa l’Istituto adatto a gestire tale compito.
Viene inoltre avviato il progetto di riunire e rendere fruibile il patrimonio storico-artistico della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze in parte già visibile agli utenti poiché collocato in ambienti di transito e di consultazione, e in parte ignoto in quanto custodito in ambienti non aperti al pubblico. Questa raccolta, formatasi nel tempo e aggregata alle collezioni librarie, è presentata oggi come la prima traccia di un percorso museale che non riguarderà tesori di carta. Purtroppo le opere presentano problemi conservativi e devono ancora essere pienamente studiate, ma si ritiene importante presentarle al pubblico dei fruitori e degli esperti come ulteriore tassello del collezionismo fiorentino.
Il problema più difficile da risolvere nel futuro delineato – al di là dei tagli ai bilanci dovuti al contenimento della spesa, figlio di una più generale e diffusa crisi economica mondiale – è la preoccupante diminuzione degli organici. Oggi la Biblioteca conta solo 180 unità di personale, in rapporto alle oltre 400 che ne costituivano l’organico, e il dato è in continuo calo per l’aumento progressivo dei pensionamenti. A causa del non inserimento di nuove leve viene a mancare quel processo di affiancamento, essenziale per il mondo culturale, che rendeva possibile la trasmissione orale delle conoscenze dall’esperto al giovane.
Per il futuro della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e delle biblioteche del nostro Paese non possiamo che augurarci il superamento di questa situazione e ricordare e sottoscrivere le parole che Emanuele Casamassima, il famoso direttore della Biblioteca, scrisse nell’ambito della Commissione d’indagine per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, archeologico, artistico e del paesaggio nel 1967: “ Una tale opera di rivalutazione deve essere concepita e attuata in un quadro assai vasto: occorre che sia riformato il sistema del deposito obbligatorio delle pubblicazioni italiane, che siano programmaticamente divisi i compiti e gli acquisti tra le biblioteche, che sia creato un più razionale servizio del prestito esterno, che venga infine iniziata una più stretta collaborazione tra la Biblioteca Nazionale di Firenze e la Biblioteca Nazionale di Roma. Ma con questo siamo andati troppo lontani. In un primo tempo un ragionevole aumento del personale, di anno in anno … e assieme un proporzionato aumento dei mezzi finanziari…. porrebbero già la Biblioteca [Nazionale di Firenze] in grado di riassumere, siamo certi, il posto che le spetta tra le grandi biblioteche nazionali” (CASAMASSIMA 1967).

Bibliografia

CASAMASSIMA 1967
EMANUELE CASAMASSIMA, La maggiore biblioteca italiana e le sue esigenze in Per la salvezza dei beni culturali in Italia. Atti e documenti della Commissione di indagine per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, archeologico, artistico e del paesaggio, Roma, Colombo, 1967.

Aggiornato a Dicembre 2011