Deposito Legale

di Palmira Panedigrano

La legge n.106/2004 (Norme relative al deposito legale dei documenti di interesse culturale destinati all’uso pubblico) che ha abrogato la previgente normativa del 1939, ha radicalmente trasformato sia i presupposti della precedente impostazione, con l’eliminazione totale del carattere censorio su cui si basava la legge 374 del ‘39, sia le finalità, affermando il principio della salvaguardia dell’eredità culturale nazionale.
Il compito di “conservare la memoria della cultura e della vita sociale” (art.1) è stato affidato alle Biblioteche Nazionali Centrali di Firenze e di Roma, in qualità di archivi nazionali, e agli archivi regionali (art.2). La nuova legge ha inoltre stabilito che il materiale deve essere “inviato agli istituti depositari a cura degli editori, o comunque dal responsabile della pubblicazione, ovvero dal tipografo, qualora manchi l’editore” (sottraendo in tal modo alle Prefetture il compito improprio di ricevere il deposito legale) e ha recepito l’evoluzione tecnologica dell’editoria, disponendo che l’obbligo di deposito sia esteso a nuove categorie di documenti, in particolare ai documenti diffusi su supporto informatico e in rete.
Il regolamento di attuazione emanato con il D.P.R. n. 252/2006 (Regolamento recante norme in materia di deposito legale dei documenti di interesse culturale destinati all’uso pubblico), nel ribadire l’obbligo per gli istituti depositari di “raccogliere, conservare e catalogare i documenti depositati”, nonché “ verificare l’esatto adempimento delle prescrizioni della legge e del presente regolamento”, ha definito le modalità e gli ambiti di applicazione della legge. In particolare ha previsto specifici obblighi a carico degli istituti depositari che devono, tra l’altro:
– comunicare in tempi rapidi ai soggetti obbligati l’avvenuta consegna del materiale;
– garantire l’accesso e la consultabilità dei documenti;
– assicurare il controllo sull’adempimento dell’obbligo, reclamando i documenti non pervenuti;
– comminare le prescritte sanzioni amministrative, nei casi di inadempienza della legge.
In seguito all’ emanazione del regolamento, che ha determinato una situazione di vera e propria emergenza per gli istituti depositari, sommersi da un numero notevole di pubblicazioni e di richieste di chiarimenti da parte degli editori, si è rivelata estremamente proficua la collaborazione instauratasi tra le due biblioteche nazionali. Nell’immediato, è stato creato un gruppo di lavoro, formato dai bibliotecari dei settori interessati, per valutare le criticità che via via si presentavano e per proporre soluzioni adeguate. Sono poi state concordate procedure simili nell’iter di acquisizione dei documenti producendo una modulistica che semplificasse l’invio da parte dei soggetti obbligati. Efficaci si sono rivelati anche i diversi contributi presentati, di concerto tra le due biblioteche, alla Commissione per il deposito legale del Ministero. Di recente è stata proposta una parziale modifica dell’articolo 8 del regolamento che preveda l’inserimento dell’esonero per le ristampe inalterate dei documenti.
Per far fronte al considerevole flusso di arrivi (circa 65.000 volumi, 100.000 periodici e 145.000 quotidiani all’anno) e a una situazione di oggettiva difficoltà dovuta alla progressiva diminuzione di personale, la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze ha messo a punto strategie di razionalizzazione del lavoro e ha creato procedure informatiche innovative, senza da ciò far “derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica” (art.1,comma 2 della Legge). Particolarmente efficace si è rivelata la procedura di reclamo delle opere non pervenute, eseguita tramite la rilevazione degli ISBN dal codice a barre dei documenti. Tale procedura, concepita da un gruppo di bibliotecari e informatici del nostro Istituto, ha consentito un recupero di circa 40.000 pubblicazioni dalla entrata in vigore del regolamento fino a oggi.

Ripr. facs. del ms. Bibbia Amiatina. Miniatura raffigurante Esdra che ricopia le sacre scritture
Ripr. facs. del ms. Bibbia Amiatina. Miniatura raffigurante Esdra che ricopia le sacre scritture

Tra le opere recuperate di particolare pregio si menzionano le riproduzioni facsimilari di codici miniati quali il Breviario Grimani, la Bibbia Amiatina, il Lezionario Farnese.
In collaborazione con la Biblioteca Nazionale di Roma e con il gruppo di lavoro Open Access della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), il nostro istituto sta testando dal 2007 un servizio di raccolta automatica (harvesting) dei dati e dei metadati delle tesi di dottorato di ricerca ai fini del deposito (comma 11 dell’art. 6 del D.M. 224/99), così come previsto dalla Circolare MIUR n. 1746 del 20 luglio 2007.
Oggi la Biblioteca si sta attrezzando per dar seguito all’accordo siglato il 14 luglio scorso tra il Ministero dei Beni Culturali e le maggiori  associazioni associazioni degli editori che dà avvio -a partire da gennaio 2012- alla sperimentazione del depositoRipr. facs. del ms. conservato alla New York public library, Lezionario Farnese. Miniatura raffigurante l’Adorazione dei pastori legale delle opere digitali native (born digital) diffuse in internet.
Il passaggio a regime di questa innovativa procedura darà piena attuazione alla legge e al regolamento, relativamente al deposito legale dei documenti diffusi in rete, e porterà l’Italia ad essere in linea con tutti quei paesi che, in Europa e nel mondo, hanno affrontato la sfida del digitale.

Ripr. facs. del ms. conservato alla New York public library, Lezionario Farnese. Miniatura raffigurante l’Adorazione dei pastori

Aggiornato a Dicembre 2011

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